Libici minacciano ong spagnola: “A noi i migranti o spariamo”

Convalidato sequestro nave Open Arms

ROMA. – Ore di alta tensione nel Mediterraneo, a 73 miglia dalle coste libiche. La nave della ong spagnola Proactiva Open Arms era intervenuta per soccorrere alcune imbarcazioni di migranti in difficoltà. Ma una motovedetta libica è sopraggiunta intimando all’equipaggio umanitario – sotto la minaccia di usare le armi – di consegnare donne e bambini salvati. Il senatore Luigi Manconi parla di “gravissimo atto intimidatorio”.

Se il numeri degli arrivi indica una netta flessione in questi primi due mesi e mezzo del 2018 (5.945 sbarcati, il 62% in meno rispetto al 2017), il dramma dei viaggi della speranza dunque continua. Due giorni fa il caso del giovane eritreo morto di fame all’arrivo nel porto di Pozzallo (Ragusa), si è rischiata un’altra tragedia.

La nave di Proactiva – che ha sottoscritto il Codice per le ong proposto dal Viminale – è accorsa per soccorrere tre imbarcazioni di migranti in difficoltà. Il mezzo umanitario ha messo in mare le lance per fare il trasbordo del primo barcone. E’ quindi intervenuta una motovedetta libica che ha ‘preso in consegna’ la seconda imbarcazione in difficoltà, mentre c’è stato quasi un ‘corpo a corpo’ tra spagnoli e libici per la terza.

La Guardia costiera del Paese nordafricano – addestrata dall’Italia che ha anche donato alcune motovedette – ha infatti intimato alla ong di consegnare a lei i migranti salvati. L’ordine è stato seguito dalla minaccia di aprire il fuoco e uomini delle forze libiche sono anche saliti a bordo delle lance di Proactiva per indurli a desistere dall’intervento di salvataggio.

“Hanno minacciato di sparare su una nave che batte bandiera europea a 73 miglia dalle coste libiche a meno che i soccorritori non trasferiscono donne e bambini salvati sulla loro nave”, accusa il fondatore della ong, Oscar Camps. La nave umanitaria ha tuttavia resistito alla pressione ed ha concluso il trasbordo di 218 migranti ma, spiega Proactiva, “rimaniamo sotto la minaccia della guardia costiera libica”.

Manconi ha definito “di gravità estrema” quanto accaduto. “I libici, con le armi spianate – ha spiegato – hanno intimato alla nave spagnola di non muoversi e hanno minacciato di condurre a Tripoli le lance di recupero. Pretendevano che l’equipaggio delle lance consegnasse donne e bambini, altrimenti avrebbero fatto fuoco sui volontari”.

E’ la quarta volta, ha ricordato il senatore, “che i libici, violando le regole del diritto internazionale, interferiscono con l’attività di soccorso delle ong. Fino ad assumere un ruolo decisamente pericoloso per il faticoso e incerto equilibrio di quel tratto di mare, e a trasformare l’asserita volontà di controllare l’immigrazione irregolare in una sorta di caccia all’uomo”.

Lo scorso 7 agosto proprio per contrastare un salvataggio della nave della ong spagnola un equipaggio della Guardia costiera libica ha sparato dei colpi in aria.

(di Massimo Nesticò/ANSA)