Dai bambini agli over-60, tetti spesa per i celiaci

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ROMA. – I tetti di spesa per l’acquisto degli alimenti senza glutine per i celiaci sono fissati in base all’età, al genere ed ai relativi fabbisogni calorici dei pazienti. Il nuovo decreto per l’assistenza ai celiaci, la cui approvazione è attesa in Conferenza Stato-Regioni, fissa i nuovi tetti aggiornati.

Nelle fasce di età 6 mesi-5 anni e 6-9 anni, il tetto sale a 56 e 70 euro, rispettivamente per bambine e bambini. Dai 10 ai 13 anni il tetto sale a 100 euro per i maschi e 90 euro per le femmine. Dai 14 ai 17 anni diventa 124 euro per i maschi e 99 euro per le femmine, per poi scendere nella fascia 18-59 anni a 110 euro per i primi e 90 per le seconde. Negli over 60, invece, il limite massimo di spesa mensile scende a 89 euro per i maschi e 75 euro per le femmine.

L’erogazione gratuita degli alimenti senza glutine “resta una ‘eccellenza’ tra le forme di assistenza del panorama internazionale”, afferma l’Associazione italiana celiachia (Aic). In Europa ci sono infatti Paesi che non prevedono alcun sostegno alla terapia (Spagna e Irlanda), altri che garantiscono pochi alimenti essenziali (10Kg/mese di farina in Croazia, 5kg/mese di farina in Serbia), altri ancora riconoscono un sostegno economico (23€/mese in Finlandia, 46€ in Francia, 38€ in Belgio, più elevato in Danimarca e Norvegia) oppure consentono di detrarre dalle imposte parte dei costi sostenuti (ad esempio Russia, Germania, Olanda e Portogallo) oppure prevedono il pagamento di un ticket per la terapia dei celiaci (UK).

L’Italia dunque ‘si distingue’ in positivo, a fronte di un numero di diagnosi di celiachia che cresce del 10% l’anno. Attualmente si stimano nel nostro Paese 198mila celiaci, circa 16.000 in più rispetto all’anno precedente. Ma a preoccupare è anche l’enorme ‘sommerso’ della malattia, tanto che si stima che siano 408.000 i celiaci non ancora diagnosticati in Italia, come emerge dalla Relazione sulla celiachia 2016 del ministero della Salute al Parlamento.

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