Strage di bimbi nel rogo in Russia, polemica sulla sicurezza

(Russian Ministry for Emergency Situations photo via AP)

MOSCA. – “Non riesco a respirare, dì alla mamma che le voglio bene”. Al centro commerciale Zimnyaya Vishnya di Kemerovo, cittadina della Siberia occidentale, sono da poco passate le 4 del pomeriggio di domenica. Il ‘mall’ è zeppo di gente e in un attimo un giorno di festa si trasforma in tragedia: all’improvviso le fiamme, da qualche parte al quarto piano. E denso fumo nero, che si propaga rapidissimo. Come il panico. La folla fugge, famiglie vengono divise. Ma al tempo di internet c’è sempre uno smartphone che ti connette all’orrore.

Le testimonianze che emergono dal rogo di Kemerovo sono strazianti. In tutto ci sarebbero almeno 64 vittime, la maggior parte bambini o ragazzi. O almeno, questo è il bilancio ufficiale confermato dal ministero delle Emergenze. Però il timore è che alla fine i morti possano essere di più.

Serghei Buryak, ragazzo scampato all’incendio, in un’intervista alla radio liberale ‘Eco di Mosca’ ha dichiarato di aver visto “più corpi” di quanto riportato dai media. Circostanza confermata anche da altre testimonianze raccolte dall’emittente. Twitter d’altra parte è pieno di resoconti alternativi, con gente che parla di “centinaia di vittime”. Per adesso non sono altro che voci, forse scatenate dalla rabbia per la dinamica degli eventi.

Il Comitato Investigativo russo ha infatti confermato le prime denunce: allo Zimnyaya Vishnya – ciliegia d’inverno, in Russo – si sono verificate “gravi violazioni alle norme di sicurezza, sia durante la costruzione che l’esercizio”. Un eufemismo. Un addetto alla sicurezza pare abbia “disattivato” il sistema antincendio e che le porte d’emergenza “siano state bloccate”.

Ancora. Molti ragazzi si trovavano all’interno di una delle tre sale cinematografiche del centro (dove proiettavano ‘Sherlock Gnomes’) quando è scoppiato l’incendio ma non sono potuti scappare poiché erano stati chiusi dentro, per ragioni ancora da chiarire. E un’intera classe di una scuola in gita dal vicino villaggio di Treschevsky mancherebbe all’appello.

Nella palestra di una vicina scuola in serata è stata allestita un’area dedicata ai parenti dei dispersi ma le informazioni, dicono molti genitori, nel corso delle prime ore sono state “carenti” o “inesistenti”. Tuttora non è dato sapere esattamente quanti bambini o ragazzi siano morti nell’incidente: si sa solo che delle 17 vittime identificate sinora 8 sono minori.

Chi procede al riconoscimento – riporta l’emittente ‘Govorit Moskva’ – deve poi firmare un accordo di riservatezza con il ministero delle Emergenze. Gli abitanti di Kemerovo nel mentre hanno creato un memoriale improvvisato ammassando fiori e giocattoli nei pressi del Zimnyaya Vishnya e in giornata si sono create file per donare il sangue (benché non servisse in alcun modo).

La rabbia in città è palpabile. La sensazione è che il centro commerciale sia stato costruito con materiali scadenti e che le norme di sicurezza siano state aggirate grazie alle bustarelle. Il deputato locale Anton Gorelkin ha accusato di corruzione senza mezzi termini il vice sindaco della città, che ha firmato il nulla osta al ‘mall’. “Nessuna tangente può ripagare la vita dei nostri bambini”, ha dichiarato furibondo Gorelkin.

Gli inquirenti per adesso hanno disposto il fermo di quattro persone e stanno cercando di interrogare il proprietario ultimo del centro, il miliardario Denis Shtenghelov, magnate dei dolci che risiede in Australia. Vladimir Putin e Dmitri Medvedev hanno espresso le condoglianze ai parenti delle vittime e il Cremlino ha detto che il presidente è “al corrente” della situazione a Kemerovo.

“Le indagini sono in corso, è prematuro fare ipotesi”, ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. Sulle possibili cause nessuna indicazione: c’è chi ha puntato il dito su un possibile corto circuito e chi, invece, ha parlato della possibiità di un gioco di un bambino, con un accendino, finito male. Ma il rogo di Kemerovo potrebbe trasformarsi nello scandalo-simbolo di ciò che non va nella Russia del quarto mandato di Putin.

(di Mattia Bernardo Bagnoli/ANSA)