Commovente addio al Maestro José Antonio Abreu

I funerali del Maestro Abreu si sono svolti tra musica, fiori e centinaia di assistenti.
I funerali del Maestro Abreu si sono svolti tra musica, fiori e centinaia di assistenti.

CARACAS. – Sabato 24 marzo segna il giorno dell’ultimo commiato del grande Maestro José Antonio Abreu. E in mattinata del 25 alla sala Simón Bolivar del “Centro Nazionale per L’azione Sociale per la Musica” centinaia di musicisti, la famiglia, amici, politici e pubblico si sono radunati per dare l’ultimo addio al Maestro.

La veglia funebre è stata commovente, celebrata tra musica e fiori mentre i direttori di orchestra, molti dei quali li ha formati Abreu, sfilavano davanti al feretro posto nel centro della sala. Ore di musica, diretta dai suoi amici musicisti lo hanno accompagnato.

Ammirazione di Mons. Giordano per Abreu

La veglia si è conclusa tra le lacrime e gli applausi dei presenti con la messa celebrata dal Nunzio Apostolico in Venezuela, Mons. Aldo Giordano. Il Nunzio ha avuto parole di ammirazione per la musica e il lavoro svolto dal Maestro.

Il Messia di Händel e l’inno nazionale hanno chiuso il repertorio musicale mentre il feretro, coperto dalla bandiera venezuelana e sostenuto dai familiari e amici, iniziava il percorso verso la sua ultima dimora al cimitero dell’Este di Caracas.

Anche in cimitero, una folla di persone aspettava l’arrivo del Maestro ricoperto da centinaia di corone floreali inviate da personalità di spicco, diplomatici e politici da diverse parti del mondo. Una breve messa celebrata a suon di musica ha concluso il rito funebre.

Non sono mancati i politici

Il Maestro è riuscito a riunire personalità in contrasto. A scapito delle differenze politiche che oscurano il panorama nazionale, al funerale hanno assistito anche politici e persone a loro vicine. Tra queste, l’incaricato per gli affari degli Stati Uniti in Venezuela, Todd Robinson; l’ambasciatore della Colombia, Ricardo Lozano Forero; la presidente del Consiglio Nazionale Elettorale Tibisay Lucena e il figlio del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro Guerra.

Il “Sistema”

Senza dubbio, José Antonio Abreu sarà ricordato negli annali della musica per il suo rinomato “Sistema,” modello didattico di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per bambini e ragazzi di tutti i ceti sociali.

Abreu l’aveva concepito più di 40 anni fa ed il “Sistema” è stato sostenuto nel tempo da tutti i governi e pure da paesi esteri che fin dal principio hanno sempre creduto nella creatura di Abreu. Con dedizione e impegno, il Maestro ha fondato e seguito il Sistema Nazionale di Orchestre e Cori Infantili e Giovanili del Venezuela. Progetti che hanno oltrepassato con il tempo e la musica stessa esono diventati un caposaldo per il riscatto intellettuale e sociale di migliaia di ragazzi provenienti da tutti gli angoli del paese.

Iniziative analoghe si sono susseguite in altre nazioni come la Spagna, l’India egli Stati Uniti. In Italia, nel 2010, il Sistema è stato introdotto dalMaestro Claudio Abbado, che ha collaborato con Abreu.

Al Sistema partecipano 948.725 integranti sparsi nelpaesein 44 nuclei dovesi insegna ed impara ad amare la musica.

“Era un fuoriclasse”

A detta di tutti Abreu è stato “un fuoriclasse, “specialmente per chi ha avuto la fortuna di averlo come “Maestro.”. Óscar Rodríguez, uno dei suoi pupilli, e direttore dei cori del Sistema ha lasciato la carriera in Amministrazione per formarsi nel Conservatorio José Ángel Lamas e dedicarsi alla musica. Rodríguez, emozionato ha ricordato l’impegno e la dedicazione che caratterizzavano il Maestro.

Ma non è l’unico. Anche José Davila Durán, con Sindrome di Down, è entrato nel Sistema nel 2003 con l’Orchestra Giovanile e Infantile a Merida, e ha mostrato la sua ammirazione dirigendo durante al funerale l’Alma Llanera e il tema Mayrita.

Mentre per il direttore della Sinfonica di Stavanger, Christian Vásquez, Abreu è stato molto di più di un amico, e per lui hadiretto  l’Alleluia durante l’ultimo commiato.

Dudamel: sen’è andato un grande dell’arte e la musica

E non potevano mancare le dichiarazioni di affetto di Gustavo Dudamel, Direttore della Filarmonica di Los Angeles. Il giornale spagnolo Il Pais, ha pubblicato le sentite parole da parte di Dudamel nei riguardi di José Antonio Abreu, il suo mentore.

“La musica e l’arte hanno perso una delle sue figure più luminose. Il Maestro José Antonio Abreu (…) ci ha insegnato che l’arte è un diritto universale e che l’ispirazione e la bellezza trasformano irreversibilmente l’anima di un bambino convertendolo in un essere umano completo, sano e felice e quindi, un miglior cittadino”

Abreu rimarrà un pilastro della cultura venezuelana ma, senza dubbio,anche della cultura musicale universale.