La morte di Mireille scuote la Francia

I sospettati si accusano a vicenda: 'Ha gridato Allah Akbar'

PARIGI. – Sono indagati entrambi per “omicidio a sfondo antisemita” e “furto aggravato”, forniscono versioni contrastanti e si accusano l’un l’altro: la tragica fine di Mireille Knoll, l’ebrea parigina scampata all’Olocausto e uccisa e bruciata in casa sua venerdì scorso, non ha ancora una spiegazione. Intanto la comunità ebraica, fra dolore e timore per il futuro, si mobilita con una Marcia Bianca a Parigi e in altre città.

Uno dei due fermati, 28 anni, era un vicino di Mireille ed era solito andarla a trovare. L’altro, a quanto risulta, sarebbe un amico o un conoscente dell’altro, ha 21 anni e non ha una residenza fissa. Rispondendo ad alcune domande davanti all’Assemblea nazionale, il ministro dell’Interno Gerard Collomb ha riferito, citando verbali dell’inchiesta, che “uno dei due diceva all’altro ‘è un’ebrea, deve avere dei soldi’”. “Sono degli stereotipi – ha aggiunto il ministro – contro i quali dobbiamo lottare”.

A quanto risulta da fonti vicine agli inquirenti, ci si convince sempre di più che si sia trattato proprio di una rapina ai danni dell’anziana signora, che peraltro viveva in condizioni molto modeste, che è poi degenerata. I motivi sono tutti da chiarire. Il corpo di Mireille Knoll, 85 anni, è stato ritrovato in parte carbonizzato nella casa in cui viveva da sola e che era andata a fuoco. Prima di essere avvolta dalle fiamme, Mireille è stata uccisa con 11 pugnalate.

Il suo vicino, uno dei due fermati, sapeva che era ebrea. L’altro fermato, forse suo complice, l’ha accusato davanti agli inquirenti di aver gridato “Allah Akbar” mentre infieriva sulla vittima. Ma le versioni dei due sospetti sono piene di contraddizioni e incongruenze.

Il vicino di Mireille era uscito di prigione nel settembre scorso dopo una condanna per violenze sessuali su una minorenne. Secondo la tv Bfm, era stato condannato per aver tentato di violentare la figlia della badante di Mireille Knoll. L’altro sospetto, 22 anni, era un senza fissa dimora che abitava non distante dalla casa della Knoll.

Secondo il legale della famiglia della vittima, Gilles-William Goldnadel, uno dei figli della signora Knoll era andato a trovare la madre poco prima dell’aggressione. In casa aveva trovato il vicino ora accusato, il cui nome sarebbe Yassine: “Insieme bevevano un bicchiere di Porto”, ha precisato l’avvocato. La signora Knoll lo conosceva da quando era bambino.

Il presidente Emmanuel Macron ha espresso tutta la sua “emozione per lo spaventoso crimine” e la determinazione a “lottare contro l’antisemitismo”. Domani tutte le forze politiche – con l’eccezione del Front National, non gradito dagli organizzatori – saranno presenti alla Marcia bianca indetta dal Consiglio delle istituzioni ebraiche di Francia, il Crif. Il corteo si concluderà sotto la casa di Mireille Knoll.

(di Tullio Giannotti/ANSA)