Stazione spaziale cinese, rientro all’alba di Pasqua

La stazione spaziale cinese

ROMA. – L’alba di Pasqua: la finestra per il rientro nell’atmosfera terrestre della stazione spaziale cinese Tiangong 1 si è ormai ristretta a poche ore, comprese fra il pomeriggio del 31 marzo e il pomeriggio del primo aprile e, all’interno di questo periodo, l’orario più probabile per il rientro nell’atmosfera è stato indicato, al termine della riunione del tavolo tecnico presso il Dipartimento della Protezione Civile, alle 2.50 ora di Greenwich, ossia le 4.50 in Italia, con un’incertezza di circa 20 ore.

La conferma del rientro nel weekend di Pasqua è arrivata nel frattempo anche dalla Cina, che ha annunciato di avere fornito tutte le informazioni alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale. Avere adesso una finestra così ristretta per il rientro non significa affatto che il lavoro dei tecnici sia finito, anzi: le prossime ore saranno davvero intense perché i quattro passaggi che la Tiangong 1 fa ogni giorno sull’Italia saranno seguiti costantemente, così come quelli su tutta la fascia compresa fra 42,8 gradi di latitudine Nord e 42,8 gradi di latitudine Sud, nella quale di trova anche l’Italia, nella zona che va da Firenze in giù, accanto a gran parte del Sudamerica e dell’America centro-settentrionale, e ad Africa, Asia meridionale, Oceania e naturalmente gli oceani.

Le probabilità riguardano ancora l’intera l’area: “nessuna zona risulta al momento esclusa. Solo dalla sera del 30 marzo sarà possibile cominciare a escludere le prime aree, e così nel corso del 31 marzo”, ha spiegato Luciano Anselmo, dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione ‘A. Faedo’ del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr). Comincerà da quel momento un progressivo processo di esclusione che, solo a poche ore dall’evento permetterà di indicare con precisione l’area sulla quale il veicolo rientrerà nell’atmosfera.

Le finestre d’interesse per l’Italia potranno essere confermate e definite nelle 36 ore precedenti il rientro, hanno detto gli esperti del tavolo tecnico presso la Protezione Civile, che ha riunito Agenzia Spaziale Italiana (Asi), consigliere militare della presidenza del Consiglio, i rappresentanti dei ministeri di Interno, Difesa e Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile.

Sono almeno 15 le agenzie spaziali di tutto il mondo che in queste ore stanno seguendo il movimento della stazione spaziale Tingong 1, più centri di ricerca specializzati. Ovunque i dati indicano una situazione tranquilla: vale a dire che il veicolo non è attualmente disturbato né da tempeste geomagnetiche, né dalle turbolenze dell’atmosfera.

Il suo assetto è stato infine ricostruito al computer grazie a un algoritmo messo a punto in Italia, dal gruppo del dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale dell’Università Sapienza coordinato da Fabrizio Piergentili. E’ stato tutt’altro che facile, ma i ricercatori sono riusciti a utilizzare le curve di luce misurate con una rete di telescopi ottici.

(di Enrica Battifoglia/ANSA)

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