Ira Trump sul Messico: “Basta carovane di immigrati”

Messico, in centinaia per la catena umana di protesta contro il muro di Trump

NEW YORK. – L’ira di Donald Trump si abbatte ancora una volta sul Messico, reo di non fermare “le carovane” di immigrati che continuano ad attraversare il confine con gli Stati Uniti. Il presidente americano – nell’ennesima tempesta di tweet – torna così a minacciare la sospensione dell’accordo commerciale del Nafta se non verrà finalmente realizzato il muro, e se il governo messicano non si dimostrerà più duro nel reprimere l’immigrazione illegale.

Non solo: il tycoon torna a chiedere al Congresso una stretta sull’immigrazione, tornando all’attacco sui giovani immigrati illegali: “Il programma di protezione dei dreamer è morto”. L’affondo contro il Messico è uno dei più duri da quando Trump è alla Casa Bianca: “Sta facendo molto poco, se non proprio nulla, per impedire alle persone di entrare nel loro Paese attraverso il loro confine sud e poi di entrare negli Stati Uniti”.

Ecco quindi il riferimento alle ‘carovane’ di migliaia di immigrati centroamericani che ogni anno tentano di entrare negli Usa. Trump torna così ad usare come arma il ricatto sull’accordo di libero scambio che unisce Usa e Messico: “Devono fermare il grande flusso di droga e di persone, o io fermerò la loro mucca da mungere, il Nafta”. Abbiamo bisogno del muro”, insiste quindi il tycoon, “perché ci stanno rubando il Paese”.

Nel mirino del presidente americano c’è naturalmente il programma di protezione dei giovani immigrati entrati negli Stati Uniti quando erano minorenni e senza genitori, il cosiddetto Daca. E molti continuano ancora a entrare, provenienti da tutto il Sudamerica. “I flussi di persone in arrivo stanno cercando di trarre vantaggio dal Daca”, scrive Trump che definisce vergognoso il fatto che i democratici a suo avviso abbiano finora impedito di trovare un accordo.

E in mancanza di un’intesa invita i repubblicani a varare norme sempre più dure: “I repubblicani devono passare leggi severe ora. Basta con l’accordo Daca”. Un monito più che un appello, difficile però da raccogliere anche per l’ala più conservatrice del partito repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato, quelle che a novembre rinnoveranno gran parte del Congresso.

Insomma, non proprio il momento ideale per mettersi contro l’elettorato latinoamericano. L’impressione di molti osservatori è che in questa fase, nonostante la nuova offensiva di Trump su Twitter, il capitolo immigrazione sia giunto ad un punto morto, e che tutte le questioni collegate, a partire dal destino dei dreamer, saranno rinviate a dopo il voto. Con i repubblicani che sperano di conservare la maggioranza sia al Senato che alla Camera.