Sisi stravince. Mattarella: “Confido in verità su Regeni”

ROMA. – Come ampiamente previsto, Abdel Fattah Al Sisi è stato confermato alla presidenza dell’Egitto con un voto plebiscitario, e di fatto senza alcuna competizione: secondo i dati ufficiali della commissione elettorale resi noti oggi, Sisi ha ottenuto il 97% dei voti, sebbene con un’affluenza al di sotto delle sue aspettative, del 41,5%. “Resto il presidente di tutti”, ha assicurato subito dopo l’annuncio dei risultati.

Tra i primi a congratularsi con l’ex generale c’è il capo della Stato Sergio Mattarella. Che, nel farlo, torna a invocare quella verità sulla “barbara uccisione” di Giulio Regeni, attesa ormai da oltre due anni. Nel suo messaggio, il presidente della Repubblica ribadisce che “l’Italia, come sempre, non farà mancare il suo sostegno” alle “aspettative dell’amico popolo egiziano” per delle “importanti riforme in campo politico, economico e sociale”.

Ma, soprattutto, richiama Sisi alle sue ripetute dichiarazioni “circa l’impegno suo personale e delle istituzioni egiziane a pervenire a risultati definitivi sulla barbara uccisione” del ricercatore friulano, il cui corpo torturato fu ritrovato sul ciglio di una strada del Cairo il 3 febbraio del 2016.

“Sono certo – insiste Mattarella – che il raggiungimento della verità, attraverso una sempre più efficace cooperazione tra gli organi investigativi, contribuirà a rilanciare e rafforzare il rapporto storico di assoluto rilievo tra i nostri paesi”. Le ultime dichiarazioni pubbliche di Sisi sul caso risalgono ormai a due mesi fa, quando durante la cerimonia a Port Said del maxi-giacimento di gas Zohr con l’ad dell’Eni, assicurò: “Non smetteremo di cercare i criminali che hanno fatto questo”.

“Alla famiglia di Regeni presento ancora un volta le condoglianze del popolo egiziano e le prometto che non abbandoneremo questo caso fino a quando non si troveranno i veri criminali e verranno assicurati alla giustizia in Egitto”, aggiunse in quella occasione.

Ma subito tornò ad attribuire la responsabilità dell’omicidio a non meglio identificati terzi soggetti, che avrebbero agito al solo scopo di compromettere gli ottimi rapporti tra Italia ed Egitto. Per gli inquirenti italiani invece, due sono i “punti fermi” da cui muovere le indagini: il fatto che Regeni sia stato ucciso a causa della sua ricerca universitaria condotta al Cairo e il ruolo dei servizi egiziani, ha spiegato nelle scorse settimane il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone.

Intanto, dopo oltre due anni e dopo il rientro l’estate scorsa dell’ambasciatore italiano al Cairo, la famiglia di Giulio ha recentemente denunciato di sentirsi “abbandonata”. Da Fiumicello arrivano oggi parole di apprezzamento per le parole di Mattarella: “Non possiamo che essere contenti che l’istituzione non dimentichi – commenta il parroco don Luigi Fontanot -. Aiuta a portare avanti la certezza che il problema non è stato accantonato, ma troverà prima o poi una soluzione”.

(di Laurence Figà-Talamanca/ANSA)