Indagine antitrust su Facebook. In Ue coinvolti 2,7 milioni

Impiegata Facebook seduta davanti a un computer
Impiegata Facebook seduta davanti a un computer.

ROMA. – Dopo l’indagine del Garante per la privacy, arriva per Facebook l’istruttoria dell’Antitrust che verificherà l’adozione di pratiche scorrette del social network. La società californiana ha intanto comunicato alla Commissione Ue che gli europei coinvolti nel caso di Cambridge Analytica sono 2,7 milioni. “Dovevamo verificare prima”, fa ammenda Sheryl Sandberg, braccio destro di Mark Zuckeberg mentre negli Stati Uniti spunta il caso di un progetto della piattaforma con gli ospedali, poi fermato, per condividere dati anonimi sui pazienti.

E un’altra tegola arriva dai consumatori che, sempre negli Stati Uniti, hanno presentato una denuncia per chiedere di indagare sull’uso del riconoscimento facciale. “Quando ci iscriviamo a Facebook troviamo un messaggio che dice che il servizio è gratuito e lo sarà sempre – spiega il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella – Ma il consumatore non è messo in grado di sapere che al contrario cede dei dati, per i quali ci sarà un uso commerciale, come dimostrano anche le recenti vicende”.

“Occorrono – prosegue – regole adeguate ai tempi. Siamo stati chiamati a intervenire dalle associazioni di tutela del consumatore e riteniamo che i messaggi devono essere chiari, non ingannevoli, su cosa le piattaforme come Facebook fanno della nostra identità digitale”.

Facebook ha intanto risposto alla Commissione Ue fornendo il numero degli utenti coinvolti nello scandalo Cambridge Analytica: sono 2,7 milioni, poco più di 214mila sono italiani, 57 dei quali avevano scaricato l’applicazione ‘ponte’ thisisyourdigitallife. Bruxelles studierà la risposta del social network “nei dettagli” e annuncia per la prossima settimana una telefonata tra la commissaria alla Giustizia Jourova e la numero due della società di Menlo Park, Sheryl Sandberg.

Proprio quest’ultima ha ribadito che avrebbero dovuto fare una verifica su Cambridge Analytica e che sarà “il prossimo passo”. Il banco di prova per Facebook sarà l’audizione l’11 aprile al Congresso Usa di Mark Zuckerberg.

Nel frattempo sono spuntate altre due grane. Alcune associazioni di consumatori hanno presentato una denuncia alla Commissione federale per il commercio (Ftc) per chiedere di indagare sull’uso della tecnologia per il riconoscimento facciale da parte del social media. Ed è emerso il progetto di Facebook con alcuni grandi ospedali americani di condividere dati anonimi sui pazienti. Obiettivo era una maggiore efficienza nelle cure, ma la compagnia ha messo “in pausa” il progetto il mese scorso, in concomitanza con l’esplosione del caso Cambridge Analytica.

Gli utenti interessati allo scandalo dei dati da lunedì, anche in Italia, riceveranno una notifica da Facebook e potranno visualizzare quali informazioni sono state condivise. Il sito TechCrunch ha intanto rivelato l’esistenza di uno strumento segreto del social che ha tutelato la privacy dei top manager, Zuckerberg su tutti: ha consentito di eliminare, nel corso degli anni, i messaggi inviati da queste persone “per proteggere le comunicazioni” in scia “dell’hackeraggio delle email dei dirigenti di Sony nel 2014”.

Nel frattempo, alcuni utenti che hanno deciso di cancellarsi dal social network stanno incontrando difficoltà tecniche: secondo il Wall Street Journal, che ne ha individuati una dozzina, quando si clicca sul tasto di rimozione il sistema risponde che la password non è corretta.

Facebook ha annunciato ulteriori verifiche sull’identità e la localizzazione di chi intende pubblicare inserzioni di natura politica sul social network, allo scopo di prevenire interferenze straniere nelle elezioni.

(di Titti Santamato/ANSA)