Facebook sospende Cubeyou, analogie con Cambridge Analytica

WASHINGTON. – Facebook annuncia la sospensione di Cubeyou dalla propria piattaforma: è una società basata a New York che analizza dati sui consumatori e sulla quale, in seguito ad un’inchiesta della Cnbc, emerge l’ipotesi che abbia raccolto informazioni sottoforma di ricerca accademica in collaborazione con l’università di Cambridge, un caso che evoca lo scandalo di Cambridge Analytica.

La decisione è stata presa proprio mentre Mark Zuckerberg, abbandonata la sua consueta t-shirt grigia, arriva a Washington in giacca e cravatta per il suo primo incontro a Capitol Hill: colloqui preliminari e a porte chiuse in vista dell’attesa testimonianza del fondatore e ceo dell’azienda al Senato e alla Camera.

Non sembra una coincidenza quindi che già alle prime avvisaglie di nuove grane Fb prenda misure su Cubeyou in maniera tempestiva, sebbene in attesa che venga fatta chiarezza: “Se rifiutano o non superano il nostro controllo, le loro app saranno bandite da Facebook”, ha detto alla Cnbc Ime Archibong, vicepresidente per la partnership nei prodotti.

Cubeyou, società che offre “conoscenze veloci, facili e accurate sui consumatori”, ha raccolto alcuni dei suoi dati tramite quiz Facebook sviluppati in collaborazione con l’Università di Cambridge, con cui sostiene di aver lavorato dal 2013 al 2015. Quiz con la liberatoria che le informazioni raccolte sono destinate a “ricerche accademiche non profit”.

Stando alla Cnbc, la società ha usato una app chiamata ‘You Are What You Like’ – con lo slogan un test di personalità con un click – per raccogliere dati dagli utenti e tracciare un loro profilo psicometrico. Agli utenti veniva detto che l’app era stata sviluppata con il centro psicometrico di Cambridge, in collaborazione con Cubeyou.

La Cnbc ha interpellato il fondatore di Cubeyou, Federico Treu, nome italiano e indicato come di base a New York, il quale ha affermato che l’azienda ha lavorato con l’Università di Cambridge soltanto dal dicembre 2013 al maggio 2015 e che dal giugno 2015 non ha più accesso ai dati degli utenti che hanno condotto il quiz offerto dalla app.

A Washington intanto gli occhi sono già puntati verso Capitol, la sede del Congresso dove Zuckerberg sarà sentito presso la commissione Commercio del Senato prima, quindi il giorno successivo alla commissione della Camera. E dove intende esordire ribadendo scuse e ammissione di responsabilità nel caso Cambridge Analytica e sulle interferenze attraverso i social guidate da Mosca durante le elezioni Usa, oltre a indicare come intende procedere d’ora in avanti.

E’ quanto emerge dalla testimonianza di apertura dell’audizione il cui testo è stato diffuso in anticipo: “Ho fondato Facebook, lo gestisco e sono responsabile per ciò che vi accade”, si legge. L’attesa però è per il fuoco di fila di senatori e deputati, pronti a mettere Zuckerberg sulla graticola. Intanto in queste ore il social ha iniziato, come promesso, ad avvisare gli utenti che sono stati interessati dallo scandalo Cambridge Analytica.

Secondo i numeri rilasciati nei giorni scorsi dalla società, nel mondo sono 87 milioni, in Italia 214.134: gradualmente, in tutti i paesi del mondo, gli interessati riceveranno un ‘alert’ che rimanderà ad un testo di spiegazioni.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

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