Yulia Skripal esce dall’ospedale: “E’ in luogo sicuro”

Yulia Skripal esce dall'ospedale (Foto Ansa)

MOSCA. – Yulia Skripal è uscita dall’ospedale ed è stata portata in un “luogo sicuro”. Anche suo padre Serghiei, ex spia russa doppiogiochista al soldo dell’MI6, sta migliorando e non versa più in condizioni critiche. Non si intravedono invece sviluppi positivi nei rapporti tra Russia e Gran Bretagna, che, a oltre un mese dall’avvelenamento di Salisbury, continuano a sfidarsi in un confronto sempre più serrato.

Resta inoltre un mistero in quale parte del mondo vivranno in futuro le due vittime russe dell’intossicazione di cui Londra accusa il Cremlino. Viktoria Skripal sostiene che sua cugina Yulia intende chiedere asilo politico nel Regno Unito. Mentre il Sunday Times ipotizza che Yulia e Serghiei Skripal siano pronti a trasferirsi negli Stati Uniti, dove per motivi di sicurezza gli saranno assegnate nuove identità.

Mosca però si oppone: secondo l’ambasciata russa in Gran Bretagna si tratterebbe di una violazione del diritto internazionale, e un “trasferimento segreto” degli Skripal in un altro Paese equivarrebbe a un “rapimento”. Il Cremlino non vede di buon occhio neanche il fatto che Yulia sia stata portata in un “luogo sicuro”, probabilmente sempre in territorio britannico, e accusa il governo May di voler “isolare” la giovane “per nascondere importanti testimonianze e per ostacolare un’indagine oggettiva e indipendente”.

Il Regno Unito continua ad accusare Mosca di aver intossicato gli Skripal con un agente nervino di fabbricazione sovietica, il Novichok. E il Cremlino respinge tutte le imputazioni che gli vengono mosse e insinua che la vicenda sia stata messa in piedi dai servizi segreti britannici e americani per incolpare la Russia. Sostenendo addirittura che Londra abbia fatto cremare i gatti e i porcellini d’India degli Skripal, morti di stenti durante la lunga degenza dei loro padroni, per eliminare delle importanti prove.

Mosca chiede che i suoi diplomatici possano parlare con la giovane Yulia, cittadina russa. E denuncia “la mancanza di informazioni verificabili sulla salute e sui desideri di Yulia” pretendendo “prove urgenti” del “rispetto della sua volontà”.

Ma Londra chiude la porta al Paese che ritiene responsabile del delitto di Salisbury. E ha persino respinto la richiesta di Viktoria Skripal di andare in Inghilterra per incontrare la cugina e lo zio. Ufficialmente, stando a quanto racconta la stessa Viktoria, perché la donna non aveva sul suo conto in banca la somma minima richiesta per ottenere il visto.

Ma una fonte nel governo britannico non nasconde i sospetti che il Cremlino stia cercando di usare Viktoria Skripal alla stregua di “una pedina”. Come tra l’altro lasciano pensare le sue recenti uscite, tutte in sintonia con la posizione del ministero degli Esteri russo.

L’avvelenamento di Salisbury – che ha provocato una grave crisi diplomatica tra Mosca e Occidente – resta avvolto nel mistero. A far luce sulla vicenda potrebbero però essere proprio le testimonianze degli Skripal. E naturalmente i risultati delle analisi condotte dagli esperti dell’Organizzazione internazionale per la Proibizione delle Armi Chimiche, attesi a breve.

(di Giuseppe Agliastro/ANSA)

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