Sospetti di Berlusconi su mosse di Salvini. Tempi lunghi aiuteranno

Berlusconi ribadisce che il peso di FI è determinante

ROMA. – La versione ufficiale è che il centrodestra si presenterà compatto da Mattarella per rivendicare la possibilità di poter formare un governo. Una presa di posizione rivendicata con forza da tutti i protagonisti ma che nasconde la diversità di vedute e di strategie che in realtà tengono banco tra le diverse ‘anime’ della coalizione.

Da Arcore Silvio Berlusconi continua a guardare con attenzione alle ‘mosse’ di Matteo Salvini. L’ex premier è convinto che il segretario della Lega non possa rinunciare all’unità del centrodestra per poter continuare a dare le carte, ma contemporaneamente non riesce a sedare del tutto i sospetti dentro il suo partito sul dialogo privilegiato che il leader della Lega ha ormai da diverso tempo con Luigi Di Maio.

La tensione di questi giorni tra il segretario del Carroccio e il leader del Movimento Cinque Stelle viene declassata dai fedelissimi del Cavaliere a pura tattica da campagna elettorale per le elezioni amministrative. E sono proprio i tempi delle regionali la boccata d’ossigeno a cui guarda anche il leader di Forza Italia come tempo utile per riuscire a trovare un’intesa.

Anzi, l’idea che circola dentro Forza Italia è che la vittoria delle elezioni molisane (quella del Friuli si dà per scontato) possa rinsaldare la coalizione e mettere il M5S in un angolo. Certo, il rischio che la Lega possa confermare il sorpasso su FI confermerebbe anche che la leadership del centrodestra rimane saldamente nelle mani del segretario del Carroccio.

Appuntamenti in agenda ancora non ce ne sono, ma non è escluso che Berlusconi (oggi ad Arcore ha riunito i vertici aziendali), Salvini e Meloni possano vedersi prima di salire insieme al Quirinale per concordare la linea. Un passaggio necessario dopo l’ultimo vertice ad Arcore che doveva stabilire una linea unitaria, ma che invece ha fatto solo emergere i distinguo tra i partiti.

Salvini continua a essere contrario ad andare ‘al buio’ in Parlamento a cercare i voti a differenza di Fdi e FI che invece guardano più al senso di responsabilità dei singoli parlamentari rispetto ad un accordo con una forza specifica.

Il Cavaliere poi non manca di sottolineare il senso di responsabilità del suo partito nel voler dare un governo al Paese ecco perché da parte sua, spiegano i suoi, non ci sarebbe nessun veto a sostenere un altro candidato premier che non sia Salvini. L’attenzione è ad esempio su Giancarlo Giorgetti, big del Carroccio e in pole per la presidenza della commissione speciale della Camera.

Su di lui convergerà tutto il centrodestra d’intesa con il Movimento Cinque Stelle ed è proprio all’attuale capogruppo leghista alla Camera che si guarda sempre con maggior interesse come possibile carta da giocare nel centrodestra nel caso si aprisse un nuovo scenario.

(di Yasmin Inangiray/ANSA)