Pressing di Salvini su Berlusconi, anche appello a volenterosi

Silvio Berlusconi con Antonio Tafani , alle spalle i simboli del partito Forza Italia.
Silvio Berlusconi con Antonio Tajani Presidente del Parlamento europeo ANSA / CIRO FUSCO

ROMA. – I due vincitori delle elezioni, Luigi Di Maio e Matteo Salvini sembrano lavorare verso una soluzione che sotto traccia poggia su una base comune, quella della graduale emarginazione politica del Cavaliere. Su questo concetto si ragiona in queste ore in alcuni settori del centrodestra. Il lavoro ai fianchi di Salvini sul Cavaliere ha come obiettivo far cadere i suoi veti sui Cinque Stelle.

E il messaggio all’ex premier è che se non vorrà ora fare lui un passo di lato, sarà poi spinto a compierlo dopo l’esito delle regionali, che il Carroccio prevede segnerà lo sfondamento delle sue liste ai danni di quelle di Forza Italia, sia al Nord che al Sud. Lo strappo, a quel punto potrebbe venire dal popolo del centrodestra e non da Salvini, si ragiona ancora mettendo nel conto, qualora si arrivasse ad un accordo con i 5 stelle, anche un appello ai volenterosi ‘azzurri’ che potrebbe fare numerosi proseliti nel giro di poco tempo.

Il Cavaliere non nasconde ai suoi tutta la sua rabbia contro questo scenario, ribadendo con fermezza che non mollerà mai. Se Salvini scegliesse Di Maio invece di Berlusconi, è la convinzione di alcuni settori di FI, si comporterebbe come un traditore. E a quel punto sarebbe tutto il partito azzurro a rivoltarsi, non solo il suo leader. Anche perchè, è convinto Berlusconi, il Friuli non è tutta l’Italia e il Molise potrebbe riservare brutte sorprese alla Lega a vantaggio dei 5 stelle.

Un passaggio importante ci sarà quando dopo l’incontro con Sergio Mattarella, con ogni probabilità, il Cavaliere prenderà la parola. Un intervento che i leghisti definiscono uno “spartiacque” per il prosieguo del dibattito nel centrodestra.

Nel frattempo, anche Di Maio sembra stringere Berlusconi all’angolo ponendo un veto assoluto all’ipotesi di un premier tecnico. Per ora resta l’obiezione a un premier che non sia il leader M5s, anche se su questo punto si lavora per smussare molti spigoli, aprendo ad altre soluzioni, compresa quella dell’incarico a Matteo Salvini.

Smussamento che potrebbe avere degli sviluppi anche sul fronte delle nomine aprendo ad un coinvolgimento di tutte le forze politiche. Un progetto che fa pensare sempre di più ad una mossa per salvaguardare in qualche modo anche Forza Italia, garantendo uno spazio al cavaliere, purchè rimanga fuori dai giochi di governo, su materie a lui care.

(di Marcello Campo/ANSA)