Siria, governo: Italia con gli alleati. Stop da Salvini

Gentiloni con Merkel e Macron.

ROMA. – L’escalation siriana e lo scontro Usa-Russia irrompe anche nella politica italiana, alle prese con la difficile formazione di un nuovo Esecutivo. Il leader della Lega Matteo Salvini conferma la linea filo Mosca e alza la voce dichiarando di non credere all’uso delle armi chimiche da parte del regime di Assad, chiedendo al contempo lo stop a raid e bombardamenti annunciati dal presidente americano Trump.

Ma il governo, pur condannando quanto avvenuto a Douma e sottolineando come “l’Italia non sia direttamente coinvolta in qualsiasi attività” sul terreno, difende la propria posizione a fianco degli alleati storici, Stati Uniti, Francia e Regno Unito, a cui dice di “aver sempre dato supporto”. E Gentiloni spiega che se esiste una via d’uscita per “una soluzione stabile di lungo periodo” a Damasco questa non può che passare per una “scommessa sulla pace”.

Una presa di posizione ufficiale, quella della Farnesina e di Palazzo Chigi, che arriva però solo a fine giornata a evidenziare la fatica di mettere a punto una risposta efficace come mostrano anche i banchi vuoti del governo in Aula al Senato durante la discussione proprio sulla situazione siriana, e che è dunque il frutto di un lungo lavorio diplomatico che certamente ha interessato anche il Quirinale.

La scelta di prendere tempo è stata però criticata aspramente dai partiti che in modo trasversale hanno chiesto all’Esecutivo di presentarsi in Parlamento per un’informativa urgente. Ipotesi che al momento non sarebbe stata presa però in considerazione dal governo, che tra l’altro non avrebbe nascosto irritazione per non essere stato avvisato dell’iniziativa parlamentare neanche da parte del Pd.

E comunque, sempre secondo quanto si apprende, non vi sarebbero elementi nuovi da condividere con deputati e senatori dato che non sarebbe arrivata alcuna richiesta da parte degli americani di poter utilizzare le basi per i raid.

Uniti nel chiedere una parola decisa da parte del governo, i partiti si trovano però divisi sulla valutazione di quanto sta accadendo in medio Oriente: dalla Lega e da Forza Italia arriva il sostegno alle tesi di Putin che non crede all’uso delle armi chimiche e, anzi, reputa che si tratti di una ‘fake news’ utile solo a giustificare un intervento contro Damasco; invitano invece a mettere in moto la diplomazia M5S e Pd : “Credo – osserva Di Maio – si debba consigliare gli alleati in un’ottica di pace”; d’altro canto, ricorda il segretario reggente dei Dem Martina, l’Italia ha sempre sostenuto “l’impegno per i negoziati Onu”.

(Di Chiara Scalise/ANSA)

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