Schiaffeggia operatore sanitario, gli rompe un timpano

Ambulanza ANSA/RUGGERO FARKAS

PALERMO. – “Adesso hai parlato troppo”. E a questa frase è seguito in una frazione di secondo un ceffone all’operatore socio sanitario di turno nel pronto soccorso Cervello a Palermo – che ha riportato la rottura di un timpano – mollato dal parente di un ricoverato.

L’ennesima aggressione in un ospedale di Palermo è avvenuta durante la distribuzione del pasto serale. Oltre 16 letti per l’osservazione breve e altre 12 barelle rendevano difficoltoso muoversi ai sanitari poiché per ogni paziente c’erano anche dai due ai tre loro familiari nella stanza. Così il carrello del pasto aveva difficoltà a districarsi in quel dedalo.

La richiesta ai familiari di allontanarsi dalla stanza il tempo necessario per la distribuzione del pasto era stata accolta favorevolmente da parte di quasi tutti i presenti, ma non erano passati alcuni minuti che la stanza si è riempita nuovamente. Nel reparto di osservazione, c’erano 28 malati e 12 sulle barelle quando il familiare del ricoverato si è scagliato contro l’infermiere.

Insorgono i sindacati. “Chiediamo l’autorevole intervento dell’assessorato Regionale della Salute e dei direttori generali o commissari, in quanto datori di lavoro, per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, mettendo in campo tutti i mezzi consentiti dalla legge affinché i protagonisti di questi atti vandalici, contro il personale, debbano essere assicurati alla giustizia in flagranza di reato e per interruzione del pubblico, con immediato arresto da parte delle forze dell’ordine”, dice il segretario provinciale Fials-Confsal Vincenzo Munafò.

E sollecita il prefetto a promuovere un incontro del comitato per l’ordine pubblico con all’ordine del giorno “la sicurezza negli ospedali palermitani”. E’ una una vera e propria escalation di violenze in corsia, infatti, quella che si registra in questi giorni a Palermo.

All’ospedale dei bambini il padre di un neonato affetto da un tumore, morto dopo un intervento chirurgico disperato, sabato scorso ha picchiato quattro medici, uno dei quali ha riportato un trauma cranico. Una scena che si è ripetuta tre giorni fa, quando un medico del reparto di chirurgia di Villa Sofia è stato colpito con un casco alla testa dal parente di un paziente ricoverato in osservazione.

Violenze anche ad Agrigento, dove martedì scorso un dipendente dell’Asp è stato picchiato da un utente che ha fatto irruzione nella stanza dove era riunita la commissione che si occupa delle pratiche di invalidità civile, rivendicando il riconoscimento di una sua patologia da parte della commissione. L’impiegato ha riportato varie contusioni e una frattura al cranio ed è ricoverato al San Giovanni Di Dio. L’aggressore, che si era dileguato, si è poi recato in commissariato ed è stato denunciato.

“Tutti i nodi vengono al pettine. C’è un problema di sicurezza sul lavoro di medici e infermieri in ospedali, pronto soccorso e guardie mediche, che va affrontato. Queste categorie di professionisti, quotidianamente in prima linea, sono esposte più di altre al contatto con malati e familiari in momenti delicati della vita delle persone. Occorre potenziare le attività di vigilanza e videosorveglianza negli ospedali e nei presidi sanitari. Il Governo regionale oltre a esprimere solidarietà, elabori soluzioni efficaci a tutelare medici, infermieri e personale socio-sanitario in servizio in Sicilia”, sottolinea il gruppo parlamentare del M5S all’Ars.

(di Giovanni Franco/ANSA)

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