Internet delle Cose cresce in Italia, vale 3,7 miliardi

ROMA. – Lavatrici e termostati che si controllano con un’app, semafori intelligenti, altoparlanti da salotto che rispondono ai nostri comandi. Crescono nelle case e nelle città i dispositivi connessi, il cosiddetto Internet delle Cose (Iot). In Italia il mercato ha raggiunto nel 2017 i 3,7 miliardi di euro, con un incremento del 32% rispetto all’anno precedente. A trainare sono i contatori elettrici intelligenti e le ‘smart car’, ma a fare la parte da leone nel settore sono sempre le multinazionali a scapito delle startup.

“Dalle imprese coinvolte nel processo di trasformazione digitale alle Pubbliche Amministrazioni fino ai consumatori le potenzialità dell’IoT non possono essere più ignorate”, spiega Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano che ha stilato la ricerca. L’arena competitiva su scala internazionale resta però appannaggio delle grandi multinazionali.

Le startup censite a livello mondiale sono poco più di 600: 426 hanno ricevuto finanziamenti da parte di investitori istituzionali nel triennio 2015-2017 per un totale di 4,8 miliardi di dollari, +30% sul 2006. Le startup italiane censite nel 2017 sono 99, 49 di queste sono finanziate da investitori istituzionali per 11,2 milioni di euro.

A fare da volano nel settore i contatori elettrici intelligenti, anche per l’effetto degli obblighi normativi, che occupano il 26% del mercato; a seguire le ‘smart car’ (22%) grazie agli 11 milioni di veicoli connessi a fine 2017, oltre un quarto del parco circolante in Italia.

Seguono le soluzioni di ‘smart building’ legate prevalentemente alla videosorveglianza e alla gestione degli impianti fotovoltaici che coprono il 14% del mercato (520 milioni di euro, +2% rispetto al 2016). Anche la Smart City (9%, 320 milioni di euro) e la Smart Home (7%, 250 milioni di euro) registrano tassi di crescita significativi rispetto al 2016, rispettivamente +40% e +35%.

Ad accendere quest’ultimo ambito, gli altoparlanti da salotto una sorta di maggiordomo che risponde ai nostri comandi. A fare la parte da leone Amazon, Apple e anche Google, i dispositivi di quest’ultima sono da poco disponibili in Italia. Una interazione tecnologica che può avere sviluppi nell’Iot è quella con l’Intelligenza Artificiale.

Il connubio è in grado di aprire prospettive che vanno dai camerini ‘smart’ dei negozi in grado di comprenderne in tempo reale le preferenze dei clienti, ai sensori industriali capaci di raccogliere dati sull’ambiente circostante e avvisare tempestivamente il lavoratore esposto a una situazione di pericolo.

“Una prospettiva affascinante, che però genera potenziali criticità in termini di cyber security e privacy”, sottolinea Salvatori. Infatti, secondo il rapporto di Check Point sulla sicurezza, l’Internet delle Cose “sarà sempre più sfruttato dai cyber criminali”.

(Titti Santamato/ANSA)