Bankitalia: Pil rallenta, ma non cresce il rischio Italia

Lieve miglioramento del debito. Salgono le entrate

ROMA. – L’economia italiana ha rallentato il ritmo. Già a fine 2017, ma soprattutto nei primi mesi del 2018, il Pil ha registrato ancora una crescita, ma più moderata, con una decelerazione legata in particolare all’andamento poco tonico della produzione industriale. La certificazione, con le prime stime ufficiali sul primo trimestre, è arrivata da Bankitalia che nel Bollettino economico di aprile ha calcolato per i tre mesi di inizio anno un aumento del prodotto interno lordo dello 0,2% contro il +0,3% messo a segno nel periodo ottobre-dicembre del 2017.

Il quadro non è però troppo fosco: sui mercati finanziari internazionali il rischio Italia non è infatti avvertito peggiore di prima, ma resta anzi piuttosto basso. “Sulla base delle nostre valutazioni – scrive la Banca d’Italia – nel primo trimestre di quest’anno il Pil avrebbe continuato a espandersi, sebbene a ritmi inferiori a quelli del periodo precedente”.

La spinta sembra dunque meno intensa di quella accumulata nel 2017, ma non ancora tale da mettere a rischio la crescita. Fino a ieri del resto, i tecnici del Mef che stanno delineando il quadro tendenziale del Def rassicuravano sull’andamento dell’economia, spiegando che un rallentamento a inizio anno era già inglobato nella previsione contenuta nelle stime dello scorso autunno.

Nessun allarme dunque, ma una prima allerta, vista anche la situazione internazionale, caratterizzata dalle tensioni sul commercio globale scatenate dai dazi di Donald Trump. A livello nazionale, la temporanea assenza di un governo con pieni poteri non sembra invece per ora aver impensierito troppo i mercati. “I premi per il rischio sovrano dell’Italia restano bassi”, scrive Bankitalia, motivando la stabilità con il sostanziale miglioramento delle prospettive economiche e il rientro delle tensioni sul sistema bancario.

Proprio guardando al rapporto tra banche ed economia reale, Via Nazionale registra non a caso un aumento dei prestiti alle imprese e una nuova diminuzione dei crediti deteriorati, arrivati a fine anno al 7,3% netto dei finanziamenti erogati. Il tutto a fronte di un rafforzamento della domanda di credito, che risente positivamente della crescita degli investimenti, e di condizioni di offerta che “restano accomodanti”.

La fotografia dei conti pubblici indica invece a febbraio un lievissimo calo del debito pubblico italiano. Rispetto a gennaio la diminuzione è stata in valore assoluto di 100 milioni. Il debito è sceso dunque a 2.286,5 miliardi di euro. Sul fronte delle entrate, invece, Bankitalia ha registrato sempre a febbraio un aumento 1,5 miliardi rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il gettito tributario è così salito a 29,4 miliardi di euro.

(di Mila Onder/ANSA)