Ancora sangue a Gaza, palestinese ucciso e mille feriti

TEL AVIV. – Un manifestante palestinese ucciso e quasi mille feriti (di cui 16 gravi) dalle pallottole o dai lacrimogeni sparati dall’esercito israeliano. E’ il bilancio del terzo venerdì di proteste, appoggiate da Hamas, nell’ambito della Marcia del ritorno che oggi ha visto violenti scontri tra dimostranti ed esercito israeliano lungo la barriera difensiva che separa Gaza dallo Stato ebraico.

Il grosso degli incidenti è cominciato subito dopo le preghiere delle moschee in cinque punti lungo la frontiera. Poco prima il portavoce militare israeliano aveva avvisato in arabo su Twitter i manifestanti a non avvicinarsi al confine e a non danneggiare i reticolati se non volevano correre il rischio di essere colpiti. Fonti locali hanno segnalato che nei sermoni nei luoghi di culto è stata espressa indignazione per l’incendio doloso di una moschea a Aqraba, vicino Nablus, in Cisgiordania, ad opera – ha denunciato il presidente palestinese Abu Mazen – “di coloni terroristi”.

L’esercito ha stimato in circa 10mila i palestinesi che si sono assiepati nei pressi della barriera con lo slogan ‘Alzate la bandiera palestinese, bruciate quella israeliana’, mentre alte colonne di fumo provenienti dai copertoni bruciati oscuravano la vista ai tiratori scelti israeliani nella parte più vicino alla barriera. Decine di ambulanze palestinesi erano state collocate a distanza dalla stessa barriera per accogliere i feriti e le strade erano state liberate per favorire un migliore accesso agli ospedali.

Il portavoce di Tzahal, l’esercito israeliano, ha detto che contro i soldati sono stati ripetutamente lanciati “ordigni esplosivi e bombe molotov”. Uno di questi ordigni – ha spiegato lo stesso portavoce – è stato anche “piazzato e fatto detonare” nei pressi della barriera difensiva all’altezza del valico di Karni, con l’obiettivo di “danneggiare o rompere” il reticolato. Secondo la stessa fonte “è stato inviato anche un aquilone con appesa una bomba incendiaria” che però è ricaduto all’interno della Striscia.

Parte dei palestinesi feriti da pallottole vere e degli intossicati dai gas lacrimogeni sono stati prima curati sul posto e poi portati negli ospedali della Striscia, principalmente in quello di Shifa, parzialmente svuotato nei giorni scorsi in previsione dell’emergenza di questo terzo venerdì di scontri. Il palestinese prima ferito e poi morto in ospedale si chiama Islam Harez Allah, e aveva 28 anni.

Il portavoce del ministero della Sanità di Hamas, Ashraf al-Qidra, ha specificato che tra i feriti ci sono 17 membri del personale medico e anche giornalisti. A questo proposito la Wafa ha citato il ferimento grave all’addome di Ahmed Abu Hussein e del suo collega Mohammed Hajjar, colpito alla spalla. La stessa fonte ha indicato, senza precisare il numero, anche altri giornalisti intossicati dai gas lacrimogeni.

Il ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman si è congratulato con i militari. “Di settimana in settimana – ha scritto su Twitter – il numero dei facinorosi sul nostro confine con Gaza va calando. La nostra determinazione viene compresa dall’altra parte”. Il premier Benyamin Netanyahu ha invece ringraziato i cittadini israeliani che sono andati al sud a sostegno dei soldati.

(di Massimo Lomonaco/ANSAmed)