Siria, Donald Trump ordina l’attacco

La decisione nordamericana è condivisa da Francia e Inghilterra ma non dall’Italia e dalla Germania che saranno comunque coinvolti nell’azione militare in quanto probabilmente gli attacchi dell’aviazione partiranno proprio dalle basi italiane e tedesche.
La decisione nordamericana è condivisa da Francia e Inghilterra ma non dall’Italia e dalla Germania che saranno comunque coinvolti nell’azione militare in quanto probabilmente gli attacchi dell’aviazione partiranno proprio dalle basi italiane e tedesche.

NEW YORK. – Dopo ore di frenetiche consultazioni, di attesa e di indecisione, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato l’attacco a Siria, in rappresaglia contro il regime di Assad. L’attacco, un’azione congiunta di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, era stato annunciato da giorni, ma alla Casa Bianca il conflitto tra falchi e colombe, tra chi spingeva per l’intervento immediato e chi frenava sui tempi ne aveva  ritardato la decisione

Nonostante i vertici delle Forze Armate predicassero la massima prudenza, erano in pochi a dubitare su un attacco, definito di precisione contro siti di armi chimiche, alla Siria. D’altronde Trump difficilmente avrebbe seguito le orme di Obama che, dopo aver minacciato un intervento nordamericano in caso di uso dei gas, aveva fatto un plateale dietrofront in nome della realpolitik.

Oggi il rischio è lo stesso. Lo sa molto bene il presidente Trump. E lo ha spiegato senza indugi il segretario alla Difesa James Mattis. Il numero uno del Pentagono è stato il più acerrimo difensore della strategia della prudenza. L’opposto dei ben più bellicosi John Bolton, consigliere per la Sicurezza nazionale, o Mike Pompeo, nuovo segretario di Stato.

Nonostante la prudenza di Mattis fosse condivisa dalla gran parte dei vertici del dipartimento di Stato, che hanno ricordato gli errori commessi dall’amministrazione Bush all’epoca della prima guerra in Iraq, il Tycoon ha rotto ogni indugio e  annunciato l’attacco.

La decisione nordamericana è condivisa da Francia e Inghilterra ma non dall’Italia e dalla Germania che hanno già annunciato che non parteciperanno a nessun attaccoalmeno direttamente. Infatti, saranno probabilmente coinvolti nell’azione militare in quanto gli attacchi dell’aviazione potrebbero partire proprio dalle basi italiane e tedesche.

Stando a Cnn a Damasco subito dopo l’annuncio si sono udite forti esplosioni.