F1: Cina Gp delle delusioni, musi lunghi verso Baku

Il contatto fra Verstappen e Vettel al Gp Cina 2018

ROMA. – Il grande sorriso di Daniel Ricciardo ma per il resto solo facce serie e musi lunghi. Alla partenza da Shanghai dopo il Gp della Cina non regna l’allegria, perché tutti, ad eccezione dell’australiano, hanno poco da festeggiare. Da Sebastian Vettel, annunciato trionfatore e ottavo al traguardo, a Lewis Hamilton, che sembra aver dimenticato come si vince, da Max Verstappen, finalmente arrivato all’autocritica, a Kimi Raikkonen, un po’ bistrattato in casa.

E poi i boss di Ferrari e Mercedes, sorpresi dall’exploit della Red Bull, frutto di strategia furba ma anche di belle prestazioni che senza l’irruenza dell’olandese avrebbero portato al dominio del podio. Le due settimane fino al prossimo Gp, il 29 aprile a Baku, saranno quindi piene di pensieri e di lavoro.

La Ferrari è sicuramente in forma, più efficace della rivale nel trarre il meglio dall’accoppiata macchina-pneumatici, ma un non abbastanza da potersi permettere un errore, come si è visto ieri nell’undercut che ha permesso a Bottas di strappare a Vettel il primo posto. Poi tutto è cambiato, ma non in meglio e il terzo posto di Raikkonen, non certo aiutato dalla partenza irruente di Vettel e nemmeno dalla strategia del team, non dà molto sollievo.

Sul fronte Mercedes, Bottas ha fatto del suo, ma non ha l’istinto del killer, mentre ha impressionato in negativo la prova di Hamilton, mai in grado di tentare alcunché per salire sul podio. “Non siamo più il team più veloce”, ha ammesso il britannico, che comunque ha fiducia sulla forza di una scuderia che domina da anni e ha i mezzi per continuare a farlo.

L’ex Formula 1 Flavio Briatore vede comunque “la Mercedes vincente al 70%, contro il 30% della Ferrari” e non cita nemmeno la Red Bull per la corsa al titolo. Colpa anche di Verstappen, il cui talento non collima ancora con i risultati. Deve darsi una calmata, dicono più o meno apertamente amici, come il suo boss Chris Horner, ‘nemici’ come Niki Lauda, e neutrali come il direttore di gara Charlie Whiting.

A parole, sembra averlo capito. E dovrà farlo in fretta, perché la prova di ieri di Ricciardo potrebbe aver convinto il team a dargli più fiducia e sostegno, prima magari di lasciarlo andare altrove. Potrebbero avergli messo gli occhi addosso sia Ferrari sia Mercedes. L’australiano ancora sorride.

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