Oltre Cina e Russia, pure Francia sviluppa alternativa a WhatsApp

ROMA. – Lo scandalo Cambridge Analytica ha riacutizzato il tema della protezione dei dati personali. Per questo la Francia sta pensando allo sviluppo di una chat ‘fatta in casa’ ad appannaggio dei funzionari governativi, per proteggere le comunicazioni. Sul mercato ci sono già alternative a WhatsApp, di proprietà di Facebook. Tra le più popolari Telegram, sviluppata da un imprenditore russo, e WeChat un’applicazione ‘Made in Cina’.

“Abbiamo bisogno di avere un servizio di messaggistica criptata che non sia né della Russia né degli Stati Uniti. Vogliamo prendere il controllo”, ha spiegato un portavoce del governo francese. Secondo il sito TechCrunch, il governo di Parigi sta lavorando ad un’app da lanciare questa estate e dedicata solo a funzionari governativi. Chissà se in futuro si potrà espandere al resto dei cittadini.

WhatsApp è la chat più usata al mondo: ha un miliardo e mezzo di utenti al mese e un sistema di crittografia ‘end to end’, cioè i messaggi sono leggibili solo da mittente e destinatario. Ma fa parte dell’ecosistema Facebook, in questo momento sulla graticola. L’alternativa più diffusa è Telegram, lanciata nel 2013 da due imprenditori russi, ha 200 milioni di utenti attivi mensilmente e mette al centro la sicurezza dei dati. Tanto che pochi giorni fa è stata bloccata dal Cremlino perché si è rifiutata di consegnare le chiavi della crittografia.

La piattaforma cinese WeChat, nata nel 2011, è invece usata da 1 miliardo di utenti in tutto il mondo. Sebbene la grande maggioranza si trovi in Cina, l’app gratuita si espande ben oltre i confini della Repubblica Popolare, con un picco di incremento da Sud-est asiatico, Europa e Stati Uniti.

Fuori sacco c’è l’app ‘anarchica’ Signal: è sviluppata dal gruppo Open Whisper System il cui fondatore è un informatico americano e permette anche le videochiamate cifrate. E’ approvata anche da Edward Snowden, la ‘talpa’ dello scandalo Nsa.