Il prezzo del petrolio sale ma la produzione in Venezuela scende

La disastrosa situazione della produzione petrolifera venezuelana ha contribuito all’aumento del prezzo del grezzo, stando all’opinione dell’esperto José Toro Hardy.
La disastrosa situazione della produzione petrolifera venezuelana ha contribuito all’aumento del prezzo del grezzo, stando all’opinione dell’esperto José Toro Hardy.

CARACAS.- Il prezzo dell’oro nero sta salendo. E l’esperto venezuelano Toro Hardy sostiene che la riduzione della produzione venezuelana abbia contribuito. Anche se l’OPEP da tempo sta seguendo la sua strategia per diminuire la produzione e aumentare il prezzo.

Lo specialista sostiene che la produzione di grezzo in Venezuela è appena di 1,5 milioni di barili al giorno, una cifra che si era raggiunta negli anni 40 del secolo scorso. Ha precisato che negli ultimi mesi tra marzo 2017 e marzo 2018, la produzione ha avuto una contrazione che ha oltrepassato i 700.000 barili al giorno. E ciò rappresenta una perdita per il paese di 25 miliardi di dollari.

Toro Hardy afferma che l’OPEP ha raggiunto la sua meta globale di produzione secondo gli accordi presi sui tagli e questo ha portato il mercato petrolifero ad un equilibrio di offerta/domanda, migliorando il prezzo del grezzo.

Ciò nonostante, l’esperto pensa che la diminuzione della produzione globale abbia la sua spiegazione anche nella caduta delle esportazioni petrolifere venezuelane, giacché molti paesi stanno producendo al disopra delle loro quote.

Anche se il taglio “forzato”  della produzione di PDVSA sembra abbia contribuito al rialzo del prezzo, i problemi della statale venezuelana vanno ben oltre le quote OPEP.

Cina e Russia preoccupate per futuro PDVSA

In questo senso, Cina e Russia avrebbero chiesto la rinuncia della giunta direttiva di PDVSA vista la precaria situazione. Su questo argomento, l’ex alto funzionario di PDVSA ha detto che Manuel Quevedo, direttore di PDVSA farebbe bene a fare il militare soltanto e non l’esperto di petrolio del quale non sa nulla.

Toro Hardy spiega che la russa Rosnef e la statale cinese esigono sicurezza giuridica nei paesi dove operano e questo non sarebbe il caso del Venezuela. Il governo venezuelano ha un grosso debito con le due nazioni che affronta con la vendita del petrolio. Quindi, è capibile che se la produzione continua a diminuire, la preoccupazione per i russi e i cinesi aumenta.

Arabia Saudita scommette su un grezzo a 80 o 100 dollari

Ma nel versante OPEP le cose sembrano andare per il verso giusto. Si pensa che l’Arabia Saudita abbia cambiato la sua posizione moderata riguardo il prezzo del petrolio e ora voglia che il grezzo vada a 80-100 dollari il barile. Però, spera che il Riad non propizi cambi alla strategia di tagli che l’OPEP sta portando avanti da qualche anno e che l’Iran non cambi idea. Quindi, prevede che il grezzo continuerà a salire.

Secondo gli esperti, l’Arabia vorrebbe valorizzare la sua statale petrolifera Aramco prima della sua vendita, Ma anche dopo la vendita delle azioni di Aramco, il Riad vorrà comunque prezzi più alti per finanziare le iniziative del principe Mohammed bin Salman.

Quindi, posizioni differenti tra paesi che appartengono all’ OPEP ma che dovranno arrivare ad accordi. E poi c’è anche la crisi venezuelana che, senza volerlo, contribuisce all’aumento del prezzo.

La Russia valuta la situazione

C’è anche la Russia in gioco. È il maggior produttore di petrolio dell’OPEP con 10,9 milioni di barili al giorno. Alexandr Nóvakil ministro russo ha comunicato che il suo paese ha compiuto a marzo il 93,4% dell’accordo sui tagli.

E, tutto sommato, i mercati sono ottimisti e la parola chiave è la “stabilità” secondo il segretario generale dell’OPEP, Mohammad Barkindo,che osserva l’andamento del mercato.

Total non lascia il paese

E sul fronte interno venezuelano, malgrado le tante difficoltà, il presidente esecutivo di Tot Patrick Pouyanne, ha detto che Total non lascierà il Venezuela e cercherà di continuare le operazioni nel paese.

Comunque, il francese ha riconosciuto che le difficoltà che affrontano i lavoratori della petrolifera francese sono molte e la situazione è delicata.