Bullismo, esperto: “Dal web alla violenza il passo è facile”

Tre studenti tutti minorenni dell'Itc 'Carrara' di Lucca sono iscritti nel registro degli indagati dopo un atto di bullismo e di prepotenza nei confronti del loro professore di italiano e storia, un docente di 64 anni. ANSA/YOUTUBE

CHIETI. – Dallo scherno sui social network alla violenza verbale e fisica e viceversa, il passo è breve “e occorre porvi rimedio in maniera urgente ed efficace altrimenti non potremo che assistere ad una ulteriore modificazione dei comportamenti dei giovani nel prossimo futuro, aspetto che influenzerà le loro stesse esistenze”.

Questa l’analisi dell’esperto in Cyber Security e Cyber Intelligence Antonio Teti, sottolineando che gli ultimi fatti a Lucca, a Velletri e nella provincia di Chieti “sono emblematici se consideriamo che si tratta di studenti di scuole media superiori che hanno deciso di alzare il tiro, passando dagli scherni e dagli insulti ai loro coetanei, all’aggressione verbale, se non addirittura fisica, agli insegnanti. A questo punto diventa impossibile, se non mostruoso, ipotizzare quale potrebbe il passo successivo”.

“La soluzione? – continua Teti – è una sola, e cioè la formazione sul corretto utilizzo degli strumenti digitali e dell’utilizzo delle applicazioni fruibili in rete”.Il web, i social network, le applicazioni di instant messaging, “rappresentano dei formidabili strumenti di comunicazione e formazione, ma solo se gestiti con attenzione”, continua l’esperto.

E poi in particolare sul cyberbullismo: “È la piaga dei paesi digitalizzati che inizia sin dalle elementari e si sviluppa, in un crescendo inarrestabile, nelle medie e nelle superiori, senza distinzione di sesso”.

“Secondo alcuni dati raccolti dalla Polizia Postale, in Italia, solo nel 2017 – riferisce Teti, dell’università di Chieti – le vittime di questo ancora poco conosciuto pericolo virtuale sono state 354 (solo i casi denunciati e riconducibili a reati come la minaccia, molestie, diffamazione, furto di identità, stalking, pedopornografia). Ma in base a uno studio dell’Università La Sapienza di Roma sette adolescenti su dieci, vittime di episodi di cyberbullismo, non chiedono aiuto”.

Il tutto perché conclude Teti “sono eventi considerati normali in questa nuova forma di società che oscilla costantemente tra il reale e il virtuale “.