“Facing the Camara”, mostra fotografica all’IIC di New York

NEW YORK – Fino al 2 maggio si potrà ancora visitare la mostra “Facing tha Camara” all’Istituto Italiano di Cultura di New York auspicata dallo stesso direttore dell’Istituto Marco Delogu, nella quale 25 famosi fotografi hanno immortalato 50 anni di storia italiana attraverso le loro immagini. Il dna italiano é senza dubbio tra i piú variati d’Europa, con una diversitá perfino 30 volte maggiore alla media europea, cosa che si denota e riflette nei volti italiani che saranno i soggetti ritratti.

La mostra, entrata libera, iniziacon un ritratto di gruppo realizzato a Portella della Ginestra da Fausto Giaccone a vent’anni dall’orribile strage; seguono Gianni Berengo Gardin e i suoi nudi pacifisti, il ritratto di Gastone Novelli di Ugo Mulas (due grandi protagonisti del ’68), i cortei e le fabbriche di Francesco Radino, il lavoro su Bagheria di Ferdinando Scianna, per arrivare al ’77 di Tano D’Amico, fenomeno tutto italiano, figlio del ’68.

L’esposizione continua con un ritratto di Emilio Tremolada al fianco di Franco Basaglia nella loro lotta per l’abolizione dei manicomi, il lavoro di Lisetta Carmi sui “travestiti” e gli autoritratti di Luigi di Sarro.

In rappresentazione degli anni ’80 ci sono le fotografie di Stephen Roach, chiamato “australiano di Toscana”, con una serie che dedicò a sua moglie Fabrizia, poi i ritratti dei vicini di Georde Tatge, in Umbria.

A partire dagli anni ’90 risalta sempre più il confronto tra fotografo e il suo soggetto usando come sfondo i paesaggi. Questo si può notare nei ritratti di cardinali e contadini di Guido Guidi e dei Rom di Marco Delegu, dove l’attenzione per lo sguardo della persona in primo piano, lascia l’ambiente come sfondo in secondo piano.

Moira Ricci invece ricrea immagini struggenti inserendosi nelle fotografie della madre. Sabrina Ragucci e Alessandro Imbriaco utilizzano la natura nei loro ritratti; invece Jacopo Benassi elimina lo sfondo fino ad arrivare al bianco, mentre Antonio Biasiucci usa il classico nero per rappresentare figure che escono dall’ombra.

Ed infine due ritratti di Paolo Ventura, mescolano la tecnica fotografica con antiche pratiche pittoriche.