Reinaldo Lovizutto, un italo-brasiliano innamorato del Venezuela

CARACAS – Ci sono persone que nascono in un paese, ma poi per diverse circostanze emigrano e vivono in altre latitudini e s’innamoraro della terra che li ospita, questo é il caso di Reinaldo Lovizutto. Il calciatore italo-brasiliano, suo nonno paterno era di Padova, dopo essere arrivato in Venezuela é rimasto subito colpito dal fascino del paese ed ha messo radici.

“Ho iniziato a giocare a calcio con i pulcini dell’Associação Ferroviária de Esportes, in Brasile, con loro ho scalato tutte le categorie fino ad arrivare in prima squadra. Ho avuto la fortuna che con i ferroviarios, allora, c’era un un allenatore che puntava tanto sui giovani. Grazie a lui ho esordito in prima squadra ai 17 anni”.

Il calciatore, nato il 10 febbraio del 1944 a San Paolo, ha difeso le maglie dell’Associação Ferroviária de Esportes, São Bento, Associação Portuguesa de Desportos e Fluminense. Poi, nella stagione 1964-1965, Lovizutto ha preso l’aereo ed é sbarcato in Venezuela.

Lovizutto al centro con il libro della storia del Valencia alla sua sinistra l’italo-venezuelano Scovino.

 

“Allora venivano a giocare tanti giocatori brasiliani, ogni squadra aveva circa 6-8 calciatori brasiliani. Gli aerei partivano erano pieni di connazionali, tant’era cosí che tra di noi c’era lo sfottò che partiva la barca per il Venezuela. Allora i giocatori che venivano a giocare in Primera División erano quasi tutti campioni in piena attività”.

 

Nella seconda metá del XX secolo, i principali club venezuelani erano di origine europeo, sponsorizzati principalmente da italiani, portoghesi e spagnoli che vivevano nel paese. Grazie a loro nascono squadre come Deportivo Italia, Tiquire Flores, Unión Deportiva Canarias, Deportivo Español, Deportivo Galicia e Deportivo Portugués. Tutti loro cercavano di mantenere le tradizioni delle loro terre d’origine.

In Venezuela, Reinaldo Lovizutto ha indossato le maglie di Tiquire Flores, Portuguesa e Valencia. “Anche se non le ho giocato le gare che ricordo di più sono quelle tra il Galicia ed il Deportivo Italia, che era vissute come dei derby. Poi nel torneo locale c’era anche il denominato clásico come quello tra il Lara e l’Aragua”.

Lovizutto, ha anche rinunciato ad un contratto con il Portuguesa, una delle big in quegli anni per dedicarsi agli studi. L’italo-brasiliano stava studiando presso l’Universidad de Carabobo e non riusciva a far coincidere lo studio con lo sport, e così preferí giocare col Valencia.

Durante l’incontro, Lovizutto ci racconta un fatto curioso accaduto ai tempi del Tiquire Flores. “Nel ’65, durante un incontro Galicia-Tiquire Flores, dopo un rigore non assegnatoci il nostro presidente Staccioli scese in campo e fece ritirare la squadra. Questo gesto mandò su tutte le furie anche i tifosi presenti sugli spalti dello stadio Olimpico, in quel momento si stava appena disputando il 45esimo”.

In carriera, Lovizutto ha segnato 37 reti in Primera División: 34 con Tiquire Aragua (1965-73), 1 con il Portuguesa (1974) e 1 con il Valencia FC (1975). La formazione di Acarigua fu una perfetta macchina da gol, vincendo 5 scudetti: 1973, 1975, 1976, 1977 e 1978. Invece nell’anno in cui giocava l’italo-brasiliano non riuscì a cucirsi lo scudetto sulla maglia.

Durante la sua carriera Lovizutto ha avuto diversi allenatori ma quelli che l’hanno colpito sono stati cinque. “Sono stati tanti, ma quelli che ricordo di più sono “Sirulete”, “Mulato” Elie, Barbosa, Fernández e Popovic.”

Nel 1976, ha appeso le scarpette al chiodo ed ha iniziato ad eserciatare la professione della sua laurea: contabilità. “Ho lavorato per circa 20 anni con il Tiquire ed il Maiderense. Attualmente mantengo un ufficio di contabilità insieme a mia moglie”.

Circa sei anni fa, l’Asociación de Fútbol dello stato Carabobo lo chiamò per ricoprire il ruolo di tesoriere, incarico espletato durante due anni.

Dai tempi di Lavizutto ad oggi il calcio venezuelano é cambiato tantissimo, tanto per incominciare nel torneo locale adesso non ci sono più 10 stranieri in campo e solo uno creolo. Poi la nazionale ha realizzato una svolta di 180 gradi, la vinotinto non é più la squadra materazzo, ma la squadra con la quale devi combattere i 90 minuti se vuoi portare a casa qualche punto.

“Il calcio venezuelano è cambiato in maniera positiva. La nazionale sta continuamente portando a casa risultati positivi. Tutto questo grazie all’ottimo lavoro che si sta svolgendo nelle categorie giovanili”.

(di Fioravante De Simone)

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