Cybercrime, entro il 2022 perdite per 8 trilioni di euro

ROMA. – Entro il 2022 gli attacchi cyber causeranno 8 trilioni di euro di perdite, il settore più colpito è quello finanziario. Sono alcuni dati contenuti nel Global Threat Intelligence Report 2018 del Gruppo NTT che raccoglie 150 milioni di attacchi da parte di hacker di tutto il mondo. Secondo l’analisi, il settore finanziario risulta il più colpito con una percentuale del 26% rispetto al 14% dello scorso anno, mentre il livello di virus ransomware ha raggiunto il 350%, pari al 7% del malware globale del 2017.

I paesi maggiormente attaccati sono Stati Uniti (27%), Cina (19%), Olanda (4%). “La cyber security sta diventando sempre più parte del tessuto culturale delle grandi imprese. Notiamo invece che nelle piccole e medie imprese c’è ancora poca sensibilità sui reali benefici della cyber security, anche se l’imminente avvento della Gdpr sta facilitando una lenta conversione nei comportamenti anche in realtà più piccole”, spiega Dolman Aradori, Vice President Cyber Security NTT Data Italia.

Per il rapporto, il volume degli attacchi alle aziende tecnologiche è aumentato del 25%, una tendenza che porta il settore al secondo posto subito dopo quello finanziario, con un volume pari al 19%. Dall’altro lato, i governi non sono più così bersagliati come lo erano in passato, gli attacchi nei loro confronti hanno subito un aumento del 5%.

Infine, la crescita dei ransomware “è indice del fatto che gli hacker stanno sviluppando tecniche sempre più attendibili per attaccare soggetti vulnerabili di alto profilo, come, ad esempio WannaCry che si è propagato con tale rapidità da introdurre un nuovo standard di velocità: 400.000 macchine colpite in un solo giorno in 150 paesi”.