Ecco la mano bionica, muove le dita come quella naturale

Mano robotica: Hannes, sul mercato nel 2019. Low cost e senza chirurgia

ROMA. – Il suo aspetto sa di futuro ed è molto diversa dalla mano del robot iCub dalla quale è nata: è la prima mano bionica pronta per entrare in commercio, ha cinque dita e le muove in modo assolutamente naturale, tanto da eguagliare una mano naturale al 90%, e riceve i segnali dagli impulsi nervosi che dal cervello vengono trasmessi attraverso i muscoli fino ai suoi elettrodi. Per questo indossarla è facile e non richiede interventi chirurgici.

E’ nata in Italia nel Rehab Technologies Lab, il laboratorio congiunto nato nel dicembre 2013 dalla collaborazione tra l’Inail e l’Istituto italiano di tecnologia (Iit). “Posso piegare le dita con la forza voluta e cominciare a dimenticare di dover usare sempre la mano sinistra”, ha detto Marzo Zambelli, nell’incontro organizzato a Roma da Inail e Iit. Con la sua mano bionica, la destra, Zambelli ha stretto quella del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. “E’ un risultato che dimostra la capacità di collaborare fra tanti attori”, ha osservato il ministro riferendosi alla mano.

Fisici, ingegneri, esperti di robotica e di software hanno lavorato accanto a medici e psicologi per dieci anni. La storia della mano è infatti cominciata nel 2003, con il robot iCub e nel 2013 è partita la collaborazione fra Inail e Iit, nell’ambito di un protocollo finalizzato allo sviluppo di protesi di nuova generazione che prevedeva un investimento di 7,5 milioni nell’ambito di un piano triennale (2013-2015) da 12 milioni.

Nel 2015 è arrivato un primo modello di mano bionica: la prova di principio della possibilità di costruire una protesi hi-tech. Adesso la mano è pronta ed è stata chiamata Hannes in onore di Hannes Schmidl, il primo direttore tecnico del centro protesi dell’Inail a Budrio e autore nel 1965 della prima mano controllata dagli impulsi nervosi trasmessi dai muscoli (mioelettrica).

Bianca e nera, la mano ha un corredo di guanti color pelle in versione maschile e femminile. “Abbiamo uno strumento prezioso”, ha detto il presidente dell’Inail, Massimo De Felice riferendosi alla mano robotica, che ha ricevuta la certificazione CE come dispositivo medico di fase 1 ed “è pronta per la commercializzazione a partire dal 2019”, ha aggiunto il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello.

Per il presidente dell’Iit, Gabriele Galateri di Genola “è una dimostrazione di come la tecnologia possa aprire grandi opportunità a livello sociale”. Quando la mano Hannes sarà in commercio sarà valutata dalla Commissione permanente sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), ha detto il direttore generale per la programmazione sanitaria del ministero della Salute, Andrea Urbani, rispondendo alla richiesta presentata da Lucibello.

Nel frattempo la ricerca continua ad andare avanti: la mano Hannes segna un importantissimo punto di arrivo ma nel Rehab Technologies Lab si continua a lavorare per il futuro, per arrivare a protesi sempre meno costose e magari in grado di percepire il tatto.

(di Enrica Battifoglia/ANSA)