Esoscheletri e organi 3D, verso l’uomo artificiale

ROMA. – Esoscheletri per camminare e muovere le braccia, mani e gambe bioniche, accanto ai primi organi stampati in 3D, come pelle e trachea, utilizzando le cellule come uno specialissimo inchiostro: la corsa verso l’uomo artificiale procede segnando nuovi traguardi, il più recente dei quali è la prima mano bionica pronta a entrare i commercio e nata in Italia, nel Rehab Technologies Lab, il laboratorio congiunto tra l’Inail e l’Istituto italiano di tecnologia (Iit).

“E’ una mano figlia dei robot”, ha detto il direttore scientifico dell’Iit, Roberto Cingolani, riferendosi alle ricerche condotte fin dall’inizio con il piccolo robot iCub, una vera e propria palestra tecnologica nella quale si continuano a preparare molti pezzi di ricambio hi-tech per il corpo umano. “Stiamo lavorando su gambe, braccia e su esoscheletri per braccia e gambe”, ha detto Cingolani.

La corsa verso l’uomo artificiale è partita alla fine degli anni ’70 con l’orecchio bionico progettato per combattere la sordità. Nello stesso periodo cominciavano le ricerche sul rene bionico e sul fegato artificiale, un bioreattore fatto di cellule capaci di imitare alcune funzioni del fegato. Ha una storia altrettanto lunga anche il cuore artificiale, con modelli sempre più miniaturizzati tanto da essere adatti anche ai bambini.

Nei primi anni 2000 sono partite anche le ricerche sull’occhio bionico e dieci anni più tardi è stato coltivato il primo occhio in provetta. Nel 2009 è stata la volta della prima mano artificiale controllata dai nervi del paziente e nel 2015 è arrivato il prototipo che ha oggi portato alla prima mano bionica pronta ad entrare in commercio. Un altro modello di mano bionica, che richiedeva uno zainetto per essere alimentata, era stato impiantato in una donna nel 2018, mentre si continua a lavorare alla miniaturizzazione, con la ricerca di un dispositivo elettronico impiantabile adatto a tutti i tipi di protesi.

Nel frattempo un orecchio, un muscolo e un frammento di mascella sono stati i primi organi umani stampati in 3D, seguiti a breve da polmoni, trachea, pelle e fegato: molti di essi sono organi in miniatura, chiamati organoidi: laboratori viventi per sperimentare farmaci e studiare malattie. Sono arrivati intanto gli organi stampati in 4D, che cambiano forma a seconda della temperatura, adattandosi all’organismo che dovrà riceverli.