Assistente di Trump shock: “McCain? Tanto sta morendo…”

John McCain (ANSA/AP Photo/Evan Vucci)

NEW YORK. – “Che importa di John McCain? Tanto sta morendo…..”: il commento shock di una delle assistenti personali del presidente americano Donald Trump, Kelly Sadler, ha scatenato una nuova bufera sulla Casa Bianca. E soprattutto l’ira della famiglia del senatore repubblicano dell’Arizona, che da tempo lotta contro un tumore al cervello.

Non è bastata la telefonata di scuse dall’imbarazzatissimo staff dl tycoon, con la moglie e la figlia dell’ex candidato alla presidenza che chiedono l’allontanamento della Sadler: “Una che afferma certe cose non può continuare a ricoprire quell’incarico”.

Eroe di guerra del Vietnam, McCain, 81 anni, gode in Congresso e nel Paese di un’enorme stima bipartisan ed è una delle figure nobili del partito repubblicano, all’interno del quale è stato fin dall’inizio una delle voci più critiche sull’ascesa al potere di Donald Trump. Con quest’ultimo i rapporti non sono mai stati facili. L’ultimo sgarbo del senatore – secondo i detrattori – è quello di aver scritto una lettera ai suoi colleghi in Congresso esprimendo tutte le sue perplessità sulla nomina di Gina Haspel alla guida della Cia, tuttora in bilico.

Perplessità che hanno provocato la risposta sprezzante della Sadler e fondate sul passato della Haspel, una delle massime responsabili del programma di torture varato dall’agenzia di intelligence nell’era Bush, all’indomani degli attentati dell’11 settembre.

Prigioniero di guerra, McCain è stato torturato in Vietnam e anche nel corso della campagna elettorale del 2106 ha duramente polemizzato con Trump, che a più riprese parlando della lotta ai terroristi lasciò intendere una possibile riesumazione delle tecniche ‘rafforzate’ di interrogatorio da parte della sua amministrazione, vedi il waterboarding. Possibilità che la Haspel, parlando in Senato, ha escluso categoricamente: “Non lo permetterò mai”, ha detto, anche se lo dovesse ordinare il presidente.

Durante la campagna elettorale per le presidenziali il tycoon mise anche in discussione il fatto che McCain fosse un eroe di guerra: “A me piacciono quelli che non si fanno prendere”, ironizzò scatenando un’enorme polemica e dividendo il Paese sulla figura del senatore. Quest’ultimo se l’è certamente legata al dito, tanto che giorni fa ha fatto sapere di non volere Trump ai suoi funerali.

Intanto la Sadler trema per il suo posto, e l’essersi giustificata definendo le sue parole una battuta riuscita male potrebbe anche non bastare.