Tumori: prostata, task force Usa riabilita screening con Psa

ROMA. – Il test del Psa per lo screening del tumore della prostata in qualche situazione può essere utile a prevenire dei casi gravi e delle morti, e gli uomini tra 55 e 69 anni dovrebbero discutere con il proprio medico se farlo. Lo affermano le nuove raccomandazioni della U.S. Preventive Services Task Force, secondo cui invece dopo i 70 anni il test è inutile. Fino a questo momento la task force, i cui documenti sono tenuti in grande considerazione negli Usa, al punto che le assicurazioni pagano solo per gli screening raccomandati, aveva sconsigliato a tutti il test.

La revisione delle evidenze scientifiche recenti ha però evidenziato, scrivono gli autori della raccomandazione, che per ogni mille uomini che fanno lo screening si risparmierebbero 1,3 morti e tre casi di tumore metastatico. Sull’altro piatto della bilancia resta un alto tasso di falsi positivi, o di persone che verranno curate per tumori che crescono lentamente e non creerebbero danni.

“Il tumore alla prostata è uno dei più comuni, e la decisione di fare o no lo screening è complessa – afferma Alex Christ, vicedirettore della task force -. Gli uomini dovrebbero discutere rischi e benefici con il proprio medico, così da fare la scelta migliore. Per chi è più interessato al potenziale beneficio ed è disposto ad accettare i rischi potenziali lo screening potrebbe essere la scelta migliore”.

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