Panchina azzurra: italo-venezuelani ottimisti con la designazione di Mancini

CARACAS – Dopo la Caporetto Azzurra targata Giampiero Ventura, la nazionale italiana ha bisogno di una rifondazione per ritornare ad essere una delle big del calcio mondiale. Dopo alcuni mesi da quel tragico 14 novembre 2017, la  Federazione Italiana Giuoco Calcio ha scelto per la rifondazione Roberto Mancini. La designazione del tecnico jesino non é passata innoservata tra i tifosi italo-venezuelani, amanti sfegatati della nazionale azzurra, ed hanno iniziato a dare il loro punto di vista sul “Mancio”.

Nunzio Corrasco ci dice: “Un grandissimo in bocca al lupo al Mancio, perchè da tifoso della Nazionale non posso fare altro che sperare nel meglio possibile. Non intendo iniziare un dibattito sulle sue capacità, mi soffermo solo sulla sua grande motivazione a volere questa panchina, rinunciando a tanti soldi pur di poter allenare la nostra Italia. E questo è un gran segnale, anche verso i giocatori. I risultati li vedremo solo con il tempo”.

Anche Giovanni Pasquale si mostra ottimista sulla designazione di Roberto Mancini. “Lo sento carico e motivato, e questo mi fa davvero piacere. Mancio non mi é mai piaciuto come allenatore, ma spero davvero che faccia bene con la nostra nazionale. Noi italiani all’estero le gare della nazionale le viviamo al massimo! Non mi resta che dire: In bocca al lupo Mancio!”.

Mentre Mirko D’Alessandro fa il punto sulla scelta dell’ex allenatore di Lazio ed Inter: “Non è un tecnico che mi entusiasma più di tanto. Ma sono certo della sua capacità di lavorare con i giovani e metterli in condizione di dare il massimo. Poi sarà il tempo a dire se la scelta é stata giusta”.

Un bambino prodigio, un grande talento del calcio italiano, rimasto sempre un mezzo fuoriclasse, per molti un “9 e mezzo”. Ha vinto tanto da giocatore con la maglia di club (Samp e Lazio), ha trionfato sulle panchine di Inter e City, ma ha perso l’appuntamento più importante con la maglia azzurra.

Luigi Vitale ci dice: “Faccio i miei auguri a Roberto Mancini come nuovo Commissario Tecnico della nostra nazionale. Non sarà facile riconquistare un posto di prestigio per i colori azzurri. Ma proprio per questo la sfida è affascinante. Per quanto riguarda Balotelli, meglio lasciarlo dove stà, le sue occasioni le ha già avute e le ha sprecate. E’ solo destabilizzante”.

Dal canto suo, Nicolás Di Tuccio é un po’ più polemico: “Non avrei ritenuto possibile che qualcuno considerasse Mancini superiore a qualcuno, ma dopo Ventura in nazionale ben venga. Spero riavere al più presto quell’ansia che mi producono gli azzurri ogni volta che sono impegnati in un grande appuntamento”.

Daniele Diorio fa la sua analisi nel seguente modo: “Mancini non mi è mai stato particolarmente simpatico, anzi; però sarei ottuso se non ammettessi che l’Inter più bella degli degli ultimi 20 anni fu assolutamente la sua. Credo che il Mancio possa essere un’ottimo selezionatore perché di calcio ne capisce, ho qualche dubbio sul carattere che non é come quello di Conte”.

In un periodo in cui la maglia azzurra ha perso quello spasmodico appeal “pur di andare in Nazionale mi taglierei una gamba!”, il gesto di Roberto Mancini va assolutamente in controtendenza. Passare dai 4,5 mln annui dello Zenit San Pietroburgo, ai 2 mln annui che percepirà con l’Italia, in uno dei momenti più delicati della storia azzurra, non è cosa che avrebbero fatto tutti. Arrivare ad Ancelotti, che percepisce, ancora dal Bayern, milioni a due cifre, è impossibile. Arrivare a Conte (o stuzzicare Allegri), che guadagnano 4/5 volte tanto sembra altrettanto impensabile. Inoltre Mancini si farà quasi sicuramente affiancare da Andrea Pirlo: importantissimo fare leva sui tantissimi ex calciatori carismatici che l’Italia ha.

Mariano Moscaritolo ci spiega: “Faccio i miei sinceri auguri a Mancini che si mette in gioco in questo periodo buio. Dice che adatterà le sue idee ai giocatori a disposizione, e non pretende che i calciatori si adattino alle sue idee. Mi sembra un buon inizio, speriamo nel proseguimento ci faccia sognare con la nazionale cosí come hanno fatto negli ultimi Europei prima Prandelli e poi Conte”.

Antonietta Palumbo é ottimista: “L’annuncio di Conte per il post Prandelli mi diede la stessa tranquillità di oggi, Mancini dopo Ventura mi pare un salto di qualità importante per il calcio italiano”.

Mentre Martino Piccolo dà il suo parere: “Non capisco chi glielo ha fatto fare a Mancini di accettare di allenare la nazionale. Soldi ne ha a volontà. Fino a quando nel nostro campionato giocano solo stranieri i vari commissari tecnici faranno tutti la stessa figura. In ogni caso un  grande in bocca al lupo”.

Inoltre Roberto Mancini ha voglia di rivalsa azzurra, visto un apporto, da giocatore, non all’altezza della sua fama: 36 gare e 4 gol. Ha partecipato all’Europeo dell 1988 e ai Mondiali di Italia ‘90, malgrado non giocò mai in nessuna delle notti magiche. A neanche 29 anni la sua ultima presenza con l’Italia. C’è da dire, a suo favore, che in quel periodo avevamo fior fior di giocatori in attacco. La maglia numero 10 se la potevano contendere lui, personaggi come Roberto Baggio, Gianfranco Zola e un giovanissimo Alessandro Del Piero.

Talento che però non sembra abbondare oggi: si ripartirà senz’altro da Bernardeschi, Verdi e Chiesa, in quanto ad estro, sperando che Verratti faccia un definitivo salto di qualità, e che Donnarumma stia solo attraversando un momento no. Normale aggrapparsi anche a qualcuno che non ha più una carta d’identità verdissima, ma tanta esperienza da dare. Logicamente Chiellini (o Bonucci) diventerà il capitano di questa Italia, visto che i campioni del mondo Buffon, Barzagli e De Rossi non continueranno, anche se sul romanista c’è qualche dubbio sul suo ritiro.

L’attacco, invece, merita un discorso a parte. L’Italia segna pochissimo: Immobile e Belotti segnano solo dentro i confini italici e, di questo passo, si rischia di bruciare Cutrone se gli si attribuiscono tante aspettative. La chiamata di questo Balotelli (26 gol in 37 gare) è una scelta logica: alla fine deciderà il campo, questo si, ma almeno Mancini ha già sconfitto i pregiudizi.

Vito Campagnaro ci confessa: “Voglio augurargli il meglio a Mancini. Non era la miglior opzione, ma nenache era la ruota di scorta del carro. Io voglio dargli il mio voto di fiducia, penso che vincere una Premier League dove c’erano due mostri sacri come Ferguson e Werger é un merito. Spero che dopo la disfatta di Ventura, il Mancio ci aiuti a risorgere e come dice lui ci riporti sul tetto del mondo”.

Roberto Mancini, nuovo ct azzurro. ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

Il 53enne tecnico jesino figurava de sempre nella ristretta rosa di nomi che il duo Fabbricini-Costacurta aveva in testa per il nuovo corso: tanti i nomi circolati, dall’ex Antonio Conte a Carlo Ancelotti, che ha poi declinato l’offerta. Via libera dunque a Mancini, che da allenatore già vanta un curriculum di spessore fatto di tre scudetti (con l’Inter dal 2005 al 2008), 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane, una Premier League (col Manchester City nel 2001-2012), una Coppa d’Inghilterra, una Community Shield, una Coppa di Turchia (col Galatasaray nel 2013-2014). Mancini ha anche vinto la Panchina d’Oro nella stagione 2007-2008. Alla guida dello Zenit ha chiuso al quinto posto nel campionato russo, non riuscendo a qualificarsi per la Champions ma solo ai preliminari di Europa League.

Matteo Grillo ci dice: “Io non sono un amante di Mancini, io preferivo al suo posto uno tra Ancelotti o Conte, ma non é stato possibile. So, che il Mancio, farà meglio di Ventura alla guida della nazionale. Spero che nella nuova competizione per nazionali (UEFA Nations League, ndr) ci faccia fare bella figura sopratutto contro il Portogallo: così i miei amici lusitani stanno un po’ zitti. Ma la cosa che desidero è rivedere giocare le fasi decisive dei tornei agli azzurri”.

Infine Michele Russo: “Se fa come con l’Inter appena arriva alza un trofeo, sarebbe un sogno per noi amanti della nazionale. Lí verrebbe da dire: Mancini santo subito!”

Neanche il tempo di accomodarsi, che Mancini é già al lavoro in vista delle convocazioni di sabato (giovedì a Roma riunione tecnica) e del raduno che scatterà il 22 maggio per le amichevoli con Arabia Saudita (28 maggio), Francia (1 giugno) e Olanda (4). A Coverciano mise piede per la prima volta nel ’78, con l’Under 14. In azzurro ha lavorato con Bearzot, Vicini e Sacchi ma non ha avuto troppa fortuna. Noi spettatori ed amanti della nostra nazionale ci auguriamo che l’esperienza di Roberto Mancini alla guida degli azzurri sia lunga e rica di trofei.

(di Fioravante De Simone)