L’Italia che cambia, tra nonni baluardo e chat che avvicinano padri e figli

ROMA. – Ecco come il Paese sta cambiando sotto i nostri occhi, sotto i colpi dell’invecchiamento, dei social network e di un’economia incapace di trattenere giovani talenti. A raccontare la fase di passaggio è l’Istat, che nel consueto Rapporto annuale non manca di cogliere sfumature rilevatrici.

GENERAZIONE ERASMUS? LAUREA IN TASCA E ADDIO ITALIA. Nel 2016 115 mila italiani hanno lasciato il Paese. Tra le mete preferite Regno Unito, Germania e Francia. Soprattutto, si registra un flusso di giovani con laurea e master che va e non ritorna.

GUERRA DEI SESSI, PER UNA DONNA OCCUPATA IN PIU’ VIA UN MASCHIO. Il mondo del lavoro ha visto in questi anni aumentare tanti posti in quota rosa quanti se ne sono persi per gli uomini. Rispetto all’epoca pre-crisi, al 2008, la componente femminile vanta 404 mila occupate in più mentre quella maschile ne ha persi 471 mila.

ALLARME ISOLAMENTO, BLACKOUT RELAZIONI SOCIALI PER 3 MILIONI. Famiglie sempre più formato small, piccoli Comuni che si svuotano, grandi città senza più piazze, intese come puri luoghi di incontro, è così che in 3 milioni restano senza amici.

PER PICCOLI PRESTITI QUASI 1 SU 2 SI AFFIDA A CONOSCENTI. Il 44,7% degli italiani dichiara di avere almeno una persona, che non sia la moglie, il marito o convivente, su cui contare in caso di bisogno urgente di denaro, come un prestito di 800 euro.

MENO BUS PUBBLICI, 4 SU 5 PREFERISCONO L’AUTO. Il trasporto pubblico locale appare sottoutilizzato. Gli utenti abituali di autobus, filobus e tram sono appena l’11%. La motivazione è doppia: da una parte, se si guarda ai bus, l’offerta è diminuita ma, come noto, tra italiani e auto c’è un feeling particolare. E’ così che quattro su cinque giornalmente utilizzando mezzi propri.

WEB COME AGORA’ POLITICA, IL 18% DIVENTA ‘OPINIONISTA’. La rete come piazza virtuale che aumenta la possibilità di partecipazione dei cittadini alla vita civile, una vera e propria Agorà. Starebbe accadendo anche in Italia con il 18,3% degli degli utenti regolari che ricorre ai social network per esprimere le proprie idee politiche.

QUANDO PADRI E FIGLI SI PARLANO ONLINE, ACCADE NELL’ERA DIGITALE. Spesso dall’altra parte del cavo, e forse del mondo, non c’è uno sconosciuto ma tuo padre o tua madre. La rete è infatti un canale di dialogo anche tra genitori. Un figlio su quattro la usa per questo, soprattutto se lontano.

SE E’ QUESTIONE DI FELICITA’ LA FAMIGLIA OFF-LINE NON SI BATTE. Il 42,4% di chi vive con i familiari si dichiara molto soddisfatto per la propria vita rispetto al 33,5% di chi vive da solo. Le relazioni sociali non virtuali restano la forma di interazione più appagante, giudicata più piacevole dell’interazione online.

QUARTIERI ALTI, A MILANO GAP CENTRO-PERIFERIA, ROMA E’ PUZZLE. Nel capoluogo lombardo i benestanti vivono in centro mentre i quartieri ad alta vulnerabilità si trovano tutti in periferia. Più complessa, la situazione nella Capitale, dove si sta assistendo al trasferimento di ceti ricchi in alcuni quartieri popolari.

E’ IL NORD EST IL QUARTIER GENERALE DELL’ECONOMIA NAZIONALE A livello imprenditoriale i centri decisionali, quelli che dettano la linea, sono concentrati nelle regioni del Nord-est. Detto ciò, la capacità di arricchirsi a vicenda sembra limitata. Nel confronto con la Germania si rileva una minore capacità di scambio di conoscenza e tecnologia.

CERCASI OSPEDALE, ‘AMPIE ZONE’ SCOLLEGATE. Ampie zone del Paese, in particolare nelle Isole, nel Lazio, in Abruzzo e in alcune parti del Nord-Est, non sono in grado di fronteggiare emergenze sanitarie di particolare gravità se non attraverso trasporti speciali.

NONNI BALUARDO PER I RAGAZZI ITALIANI. I nonni, che sono la figura su cui può contare la maggioranza delle famiglie dei ragazzi italiani (62,9%), sono di sostegno per quelle dei ragazzi stranieri solo nel 27,1% dei casi.

SOLO UNA SCUOLA SU 3 SENZA ‘MURI’ PER DISABILI. Negli istituti del primo ciclo, statali e non, gli alunni con disabilità sono quasi 160 mila, il 3,5% del totale ma solo il 34% degli edifici è accessibile e privo di barriere.

(di Marianna Berti/ANSA)