Kellogg’s Venezuela chiude e Maduro dispone “un’allerta rossa” contro di i dirigenti.

Il presidente ha annunciato che commissarierà la Kellogg’s e la “restituirà al popolo”, dopo l’annuncio della multinazionale di abbandonare il paese per il deteriorarsi del clima economico e sociale. 
Il presidente ha annunciato che commissarierà la Kellogg’s e la “restituirà al popolo”, dopo l’annuncio della multinazionale di abbandonare il paese per il deteriorarsi del clima economico e sociale. 

Caracas. – Durante uno dei suoi meeting elettorali in vista delle presidenziali del 20 maggio, Nicolàs Maduro ha annunciato che Kellogg’s ora si trova “nelle mani del popolo.”

La multinazionale americana ha chiuso i battenti dopo ben 56 anni di lavoro in Venezuela. I lavoratori della fabbrica, nella città di Maracay, hanno trovato chiuso lo stabilimento e hanno ricevuto una lettera nella quale l’azienda ha comunicato che “il deteriorarsi della situazione economica e sociale nel paese ci ha obbligato a cessare le nostre operazioni a partire dalla data di oggi”. 

Quindi, il presidente ha ordinato l’apertura dello stabilimento che è stato “consegnato” ai lavoratori. 

Il mandatario sostiene che la chiusura di Kellogg’s, in mano a degli investitori messicani, è illegale e forma parte della “guerra delle multinazionali e dell’imperialismo.”

“Perché la chiudono proprio oggi? si è chiesto il presidente, “perché siamo soltanto a quattro giorni dalle elezioni e loro credono che il popolo si spaventerà. Imperialisti! Oligarchi! Al popolo nessuno lo spaventa! Questo popolo ha un presidente che lo protegge e la classe operaia continuerà a produrre nella Kellogg’s.” ha esclamato il presidente davanti un gremito pubblico.

Maduro ha assicurato che chiederà “un’allerta rossa” all’Interpol perché fermi i dirigenti e gli azionisti di Kellogg’s. E assicurato che prenderà misure giudiziali contro la multinazionale per aver agito incostituzionalmente.

L’abbandono di Kellogg’s non è una novità. Già altre aziende come Clorox, Kimberly Clark e General Motors se ne sono andate dal paese negli ultimi anni soffocate dalla recessione e l’iperinflazione. Ma Kellogg’s operava nel settore dell’alimentare. Un settore dal quale il Venezuela in questi momenti non può prescindere.

La posizione di Kellogg’s

La decisione della multinazionale è stata comunicata attraverso le reti sociali.

“Informiamo che “Alimentos Kellogg’s S.A.” si è vista obbligata a smettere le sue operazioni nel paese da oggi martedì 15 maggio 2018.”

Nel comunicato si legge che ha liquidato i suoi dipendenti e saldato ogni lavoratore con i benefici previsti dalla legge.

Ma i lavoratori hanno detto che la liquidazione non è stata sufficiente vista la situazione del paese. Inoltre, avrebbero assicurato che sarebbe stata una decisione presa all’estero.

La giornalista Gregoria Díaz ha spiegato che più di 400 lavoratori aspettano una risposta dal Ministero del Lavoro davanti allo stabilimento di Maracay, in Aragua.

Niente cereali per colazione

E Kellogg’s ha pure informato che nessun prodotto della marca potrà più essere distribuito e venduto.  Quindi i cereali Zucaritas e Choco Crispies non si vedranno più a colazione. Un atro duro colpo alla crisi di cibo che affligge il paese.

La multinazionale aveva già informato a febbraio che era in crisi. Non poteva ottenere facilmente valuta e quella poca che le era stata assegnata non era sufficiente per continuare la produzione.

Oltre la situazione di crisi economica del Venezuela, anche il deterioro generale e le mille difficoltà per andare avanti hanno inciso sulla decisione di Kellogg’s di abbandonare il tavolo dei venezuelani. 

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