AIE: Iran e Venezuela sfidano il mercato petrolifero mondiale

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha definito l’Iran e il Venezuela come le principali “sfide” per il mercato petrolifero. L’Iran per via della rottura USA sull’accordo del nucleare e il Venezuela per la sua crisi socio economica. 
L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha definito l’Iran e il Venezuela come le principali “sfide” per il mercato petrolifero. L’Iran per via della rottura USA sull’accordo del nucleare e il Venezuela per la sua crisi socio economica. 

Parigi.-  L’AIE pensa che l’eventuale doppio calo di produzione dell’Iran e del Venezuela dovrà essere fronteggiato dagli altri produttori. Perché gli altri soci OPEP si troveranno a dover gestire l’aumento repentino del prezzo del grezzo e la compensazione per i cali nei paesi produttori in crisi. E l’organismo è preoccupato anche della qualità del petrolio prodotto, non soltanto della diminuzione dei barili. 

L’AIE ha informato che il prezzo del Brent è arrivato a 77$ il barile. Il prezzo del grezzo è salito del 75% da giugno del 2017 e questa scalata di aumenti potrebbe incidere negativamente sulla richiesta.

La decisione degli USA

L’organismo considera difficile fare un pronostico sulle conseguenze della decisione americana di rompere l’accordo sul nucleare con l’Iran. Ma ha ricordato che nel 2012, per colpa delle sanzioni americane, il paese mussulmano aveva avuto un calo di produzione che l’ha portato a produrre soltanto 1,2 milioni di barili al giorno. Mentre ora ne fa  2,4 mio al giorno. 

L’Iran è considerato il quinto paese esportatore di petrolio e l’incertezza che  si aggira sul paese non aiuta di certo gli affari dell’estero con l’Iran.    

Anche se per un motivo diverso, c’è pure il Venezuela che soffia venti turbolenti nel mercato petrolifero.

AIE: Venezuela non compie accordi

E l’organismo internazionale tiene d’occhio la situazione.

“In Venezuela il ritmo del calo della produzione di grezzo è sempre più marcato, e può portare ad una contrazione di svariate centinaia di migliaia di barili al giorno” sostiene l’AIE.

“Caracas non ha compiuto con la meta di produzione con cui si era impegnata all’OPEP.” 

L’organismo ha detto che la statale venezuelana del petrolio PDVSA ha diminuito di molto la sua capacità produttiva e una delle cause è l’abbandono di molti impiegati della holding, obbligati a lasciare i posti di lavoro per i bassi stipendi e l’insicurezza sul lavoro. 

Il Messico pure mostra segni di sofferenza. Ha avuto un calo della produzione dell’8% con rispetto al 2017.

La situazione generale preoccupa l’OPEP. L’Arabia Saudita avrebbe promesso di lavorare con gli altri produttori mondiali per generare più grezzo. E un aumento nella produzione americana potrebbe compensare i cali registrai dal Venezuela, il Messico e, possibilmente, anche dall’Iran. 

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