Inter: capolavoro Spalletti, Champions porta la sua firma

Spalletti dai bordi del campo dà disposizioni ai suoi
Il tecnico toscano è il protagonista del ritorno del club nerazzurro nell'Europa che conta.

MILANO.- Il segreto dell’Inter nella cavalcata verso la Champions League è Luciano Spalletti. Il tecnico toscano è il protagonista del ritorno del club nerazzurro nell’Europa che conta per la prima volta dal 2011/12. Una squadra che ha avuto la sua caparbietà, la sua energia e la sua carica, dal primo all’ultimo minuto del campionato. Un mezzo miracolo, considerando l’andamento di questa stagione: partenza sprint, poi il calo, con la Champions che sembrava allontanarsi definitivamente, fino al guizzo finale.

Una rinascita dietro la quale la mano del tecnico toscano è evidente, al netto di qualche errore (come il cambio Icardi-Santon nella sconfitta contro la Juve), di cui si è sempre preso piena responsabilità. Spalletti è riuscito a tenere dritta la barra anche nei momenti peggiori, quando l’Inter delle ultime stagioni si è sempre sciolta. Nessun cedimento stavolta, perché il tecnico è stato capace di mantenere l’ambiente e lo spogliatoio compatti.

Il merito va anche alla società che, nella stagione, ha dato dimostrazione di crescita: niente più crolli alle prime difficoltà o alle ingiustizie arbitrali ma reazioni composte e unite, anche incisive, per mandare un messaggio importante all’esterno. Un messaggio chiaro che è arrivato pure al tecnico. Lo Spalletti polemico dei tempi di Roma si è visto solo nei primi mesi, mentre l’attaccamento ai colori nerazzurri è cresciuto di settimana in settimana e il rinnovo è in arrivo.

Dopo la vittoria sulla Lazio non ha voluto parlare, lasciando spazio ai giocatori: in settimana farà un bilancio. Resta il campo il luogo dove il tecnico è riuscito nell’impresa maggiore, perché ha portato in Champions una squadra imperfetta. Spalletti ha fatto rinascere Brozovic, lanciato definitivamente Skriniar e raggiunto il quarto posto sulle ali di Perisic e Icardi.

Seppure altalenanti, l’esterno e il bomber sono riusciti spesso a nascondere le difficoltà offensive (Candreva ha chiuso la stagione a 0 reti) di una squadra con qualche pecca ma a cui non hanno fatto difetto forza di volontà e grinta. Gli innesti di Cancelo e Rafinha sono stati gli ultimi, fondamentali, elementi per centrare la Champions.

“Torniamo dove meritiamo – il commento del vicepresidente Zanetti -. Grazie ragazzi, grazie al mister, allo staff, la società e questi tifosi straordinari”. Ora viene il difficile. Molte sono infatti le attese su Suning, soprattutto da parte della tifoseria. Per il terzo anno consecutivo, i tifosi nerazzurri sono stati i più presenti alle gare in casa, con 57.529 spettatori di media a partita (+23,4% rispetto al 2016/17) e più di un milione di supporter complessivi nelle 19 partite a San Siro (1.093.053 presenze). A notte inoltrata, erano in tanti ad applaudire la squadra a Malpensa.

Numeri che dimostrano l’affetto dei tifosi. Starà alla proprietà permettere il salto di qualità alla rosa. Dalla Champions arriveranno circa 35/40 milioni, lo spazio per qualche colpo pesante c’è. Intanto, oltre a dover risolvere il rebus Icardi, l’Inter vorrebbe riscattare Cancelo e Rafinha: “Hanno dato un contributo importante, ma dobbiamo fare valutazioni economiche – ha dichiarato il ds Ausilio -. Non sarà facile perché Valencia e Barcellona non fanno sconti, ma stiamo cercando soluzioni e sono fiducioso”.

Oltre ai parametri zero De Vrij e Asamoah e al giovane Lautaro Martinez, i tifosi aspettano altro: per far crescere ulteriormente il brand, i campioni possono tornare utili. Le prospettive positive restano. La famiglia Zhang dimostra sempre maggiore attaccamento. Ne sono testimoni il videomessaggio di sabato del patron Zhang Jindong e le lacrime di gioia del figlio Steven al termine della sfida all’Olimpico. Una società che si è saputa reinventare e che sembra trovare equilibrio e stabilità. Il prossimo anno la Champions, occasione di svolta per tornare nel gotha del calcio.