E’ morto Nicola Iacobacci, collaboratore della Voce

Nella foto la copertina di Hamichel, opera pubblicata nel 1995, e tradotta in spagnolo dal professore Michele Castelli
Nicola Iacobacci è considerato il più grande poeta molisano contemporaneo. Per anni è stato collaboratore del nostro giornale.

CARACAS – A seguito di una lunga, penosa e irreversibile malattia, è venuto a mancare Nicola Iacobacci, il più grande poeta molisano contemporaneo, per diversi anni anche collaboratore del nostro giornale.

Iacobacci nacque a Toro il 18 novembre 1935 e ha vissuto a Campobasso dove si è spento nella mattinata del 19 Maggio. Autore di saggi critici e letterari, di antologie scolastiche,  è autore di diversi libri di versi come: L’orma sull’asfalto (1965), Rocce di tufo (1969), Coste San Rocco (1974), Sotto il barbacane (1976), La pietra turchina (1978), Il passo dello scorpione (1980), Il diavolo senza corna (1982), Di/spero (Parole al muro (1985), Il lucchetto cifrato (1987), La parabola del volo (1992), La baia delle tortore (1998).

Inoltre, è autore delle seguenti opere in prosa: La tela dei giorni(1987), Le radici del silenzio (1989), L’unghia incarnita (1992), Hàmichel (1995), Monologo a quattro voci (1996), Nicla (1997), L’albero dei briganti (2002), Il marchio sulla guancia (2005).

E’ stato tradotto in varie lingue. In Venezuela hanno visto la luce tre opere di Iacobacci a cura di Michele Castelli: Poesías (1977), La piedra azul turquí (1980) e Hámichel (2007).

Già pronto per la stampa a breve verrà pubblicata una voluminosa monografa sull’Autore compilata da Giovanni Mascia e Michele Castelli, con premessa di Giambattista Faralli, dal titolo “IL POETA DEL MOLISE Vita e opera di Nicola Iacobacci”.