L’avvocato difensore del popolo italiano

Il presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte arriva a Montecitorio per le consultazioni e saluta i giornalisti

Un volto sconosciuto; un cittadino estraneo ai palazzi del potete e alla elite politica. La scelta del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord, anche se inevitabile perché dettata dai veti incrociati, rappresenta una piccola rivoluzione. Il messaggio agli italiani è chiaro: il professore Conte rappresenta la rottura con il passato.

Conte, il premier, è un uomo dell’establishment universitario, un tecnico a digiuno di esperienze politiche, fuori dalle trame del potere, che non conosce le congiure di palazzo. Questo lo renderebbe più vicino al cittadino qualunque e più credibile agli occhi degli elettori. Non conosce neanche i dossier europei. Dettaglio importante, senza alcun dubbio, che potrà compensare se saprà circondarsi di persone capaci con le quali consigliarsi. 

“Sarò l’avvocato difensore del popolo italiano”. Poche parole, ma chiare. E’ la frase chiave delle prime dichiarazioni del premier Conte. E noi vogliamo crederci, perché gli italiani all’estero sono parte di quel “popolo” a cui il premier fa riferimento.

Nel “contratto di governo” concordato da Movimento 5 Stelle e Lega Nord, nei 29 capitoli di cui si compone, non vi è alcun riferimento agli italiani all’estero. Nulla che parli degli oltre 4 milioni di italiani residenti all’estero. Prima, seconda, terza ed anche quarta generazione che ha forti legami affettivi con la Madrepatria. Eppure sono una ricchezza, anche se troppe volte sottovalutata o dimenticata.

Oggi la speranza è che Giuseppe Conti, il professore lontano da quella demagogia del potere che troppo spesso inganna e crea illusioni, assuma veramente il ruolo di “avvocato difensore” dei cittadini, di tutti i cittadini; sappia valutare nelle giuste proporzioni la potenzialità che offre la nostra comunità sparsa per il mondo e abbia le capacità di collocarla, come la ricchezza potenziale che è, nel contesto del mondo globalizzato dei nostri giorni. Ma che mostri anche la sufficiente sensibilità per intervenire ed aiutarla quando le circostanze dei paesi in cui sono profondamente integrate lo esigano.

Mauro Bafile