In Molise incendiato stabile allestito per migranti

Migrante in primo piano con espressione di paura.
I migranti che occupavano Piazza Madonna di Loreto a Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

PESCOLANCIANO (ISERNIA) – Un incendio ha distrutto il vano di uno stabile che avrebbe dovuto ospitare un centro di accoglienza temporanea con 16 richiedenti asilo in un paese molisano, scatenando l’indignazione del sindaco, che non esclude un ‘gesto xenofobo’ e la reazione dei cittadini, che, per motivi diversi, si oppongono all’arrivo dei migranti: il fatto è accaduto a Pescolanciano, un paese di 900 anime.

A lanciare l’ allarme è stato lo stesso primo cittadino, Manolo Sacco, che ha annunciato anche di avere chiesto aiuto al ministro dell’ Interno, Matteo Salvini, in una lettera. A spegnere il rogo sono arrivati i vigili del Fuoco: l’immobile, fuori dal centro abitato, è stato posto sotto sequestro. I danni sono limitati solo al vano già allestito con letti e armadietti per accogliere i migranti, la restante parte è solo annerita dal fumo.

I carabinieri hanno aperto un’indagine contro ignoti: il reato ipotizzato è incendio doloso, ma il sindaco parla anche di una pista xenofoba. “È quella che mi spaventa – ha spiegato Sacco – non riesco neanche a capire quali strumenti potrei utilizzare per fermarla. A Pescolanciano, mi sento di dire, non ci sono persone che possano aver fatto un gesto del genere, ma non è possibile garantirlo al 100%”.

I proprietari dell’immobile, situato all’interno di un’area di servizio dismessa da alcuni anni, non vivono più a Pescolanciano e lo hanno affittato a una Cooperativa privata molisana che si occupa della gestione dei Cat. “Lo stabile incendiato – ha sottolineato il sindaco – non ha le carte in regola. Si trova, inoltre, su una strada a scorrimento veloce e, quindi, senza possibilità di prevedere strisce pedonali. Lì accanto c’è un distributore di benzina e gas non bonificato. Ma come si può autorizzare? È questo che la popolazione contesta, non l’accoglienza o il colore della pelle”.

Prima dell’incendio Sacco aveva incontrato, in un’assemblea pubblica, i cittadini registrando la loro contrarietà al Cat. E, successivamente, la cappella gentilizia della famiglia proprietaria dell’immobile era stata oggetto di atti vandalici. Il rogo sarà oggetto della riunione del Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica che sarà convocato a breve a Isernia.

Il sindaco ribadisce “la disponibilità ad accogliere minori non accompagnati”. Gli abitanti fanno quadrato intorno al primo cittadino anche se molti esprimono un fermo ‘no’ all’accoglienza dei migranti: come si legge in una lettera fatta girare per il paese, si teme il pericolo di “risse, accoltellamenti, malattie e spaccio di droga”.

(di Mariella Spaziano/ANSA)