Verso multa Ue a Google per abuso di posizione dominante

Un robot gigante verde simbolo di Android a lato di un cartellone con la scritta Google.
Un robot gigante verde simbolo di Android. (Photo: Christof Kerkmann)

NEW YORK. – Google di nuovo nel mirino dell’Unione Europa: Bruxelles si prepara a comminare una nuova multa a Mountain View per abuso di posizione dominante tramite il sistema operativo Android. L’indiscrezione del Financial Times ha come effetto immediato il calo a Wall Street dei titoli Google, che arrivano a perdere lo 0,86% in una seduta positiva per i listini americani.

La commissaria per la concorrenza, Margrethe Vestager, potrebbe annunciare la multa il mese prossimo, in quello che sarebbe l’intervento piu’ significativo contro il modello di business di Google. L’ammontare della sanzione non e’ ancora chiaro: l’Ue puo’ comminare una multa fino a 11 miliardi di dolalri, ovvero il 10% del giro di affari globale di Google, ma solitamente le sanzioni sono di entita’ decisamente minore.

La decisione rappresenta un’escalation nella battaglia in corso da otto anni fra l’Ue e Google. E arriva in un momento di alta tensione nelle relazioni fra Stati Uniti e Unione Europa, esacerbate dai dazi sull’acciaio e l’alluminio decisi dal presidente Donald Trump.

Nel corso delle sue indagini – riporta il Financial Times – la Commissione Europea avrebbe concluso che Google ha imposto condizioni illegali sui produttori di dispositivi Android, a danno della concorrenza e dei consumatori, la cui possibilità di scelta sarebbe stata ridotta. Google ha negato le accuse ma – aggiunge il quotidiano – non ha visto aperture da parte dell’Ue, neanche in termini di un possibile patteggiamento.

Il caso di Android è per Google quello più ‘sensibile’ in termini commerciali fra i vari fronti di scontro con l’Ue perché va a toccare le sue pratiche di business. Nel presentare il suo caso contro Google e Android nel 2016, l’Ue aveva accusato Mountain View di imporre condizioni per Android che favorivano i prodotti e le app di Google, e questo aveva aiutato la società a consolidare la sua posizione dominante nelle ricerche online ”negando – aveve detto allora Vestager – ai consumatori una più vasta scelta di app e servizi”.