Borges: “Non ci saranno ripensamenti”

Il deputato Julio Borges
Il parlamentare ha assicurato che non ci saranno ripensamenti nell'atteggiamento delle nazioni che oggi esigono al presidente Maduro il rispetto dei diritti umani. E ha sostenuto che il Paese sarà sempre più isolato dal contesto delle nazioni democratiche. La mozione dell'Osa

CARACAS – Non ci saranno ripensamenti, anzi… Stando al deputato Julio Borges, nessun Paese farà un passo indietro. Non solo, le sanzioni imposte dagli Stati Uniti, l’Europa e un gran numero di Paesi saranno sempre più pesanti. Un Venezuela, quindi quello descritto dal parlamentare, sempre più isolato dal contesto delle  nazioni democratiche. 

– Aumenteranno le pressioni internazionali – ha assicurato Borges -. Le democrazie del mondo sono determinate nel promuovere una evoluzione positiva in Venezuela, un cambiamento di carattere democratico. La meta è il rispetto dei diritti umani e la realizzazione di elezioni libere.

Borges, inoltre, si è detto convinto che nel breve termine ci sarà una trasformazione politica del Paese.

– Venezuela – ha detto il deputato – vuole aprirsi al mondo. Vuole essere un paese moderno; un paese in cui si possa lavorare e progressare.

La posizione dell’Osa

La decisione dell’Assemblea dell’Organizzazione di Stati Americani, d’altronde, rappresenta un duro colpo per l’amministrazione Maduro. Infatti, la mozione votata dalla maggioranza chiede al governo di rispettare i diritti umani, e ai membri dell’organismo di adottare provvedimenti, nell’ambito politico, economico e finanziario  che permettano di accelerare il ritorno del Venezuela alla democrazia. 

Sempre nel documento, l’Osa chiede al governo del presidente Maduro di rispettare le prerogative del Parlamento e di permettere un canale umanitario.

Approvata nei giorni scorsi dalla maggioranza dei paesi membri dell’organizzazione, nella mozione si chiede anche l’applicazione della “Carta Democratica” che si tradurrebbe nell’immediata sospensione del Paese dall’Osa.

Luis Almagro, Segretario Generale dell’Osa, ha spiegato che la sospensione del Venezuela dall’Osa è un processo diplomatico complesso per poi precisare:

  E’ una sanzione soprattutto di carattere politico e morale imposta da alcuni Stati ad un altro.

Almagro ritiene che il governo del presidente Maduro ha condotto il Paese a un estremo mai visto nella storia del continente: “distrugge la democrazia e viola senza conseguenze i diritti di tutti i cittadini”.

Gli esperti considerano che il governo del presidente Maduro ha ormai perso gran parte dei suoi alleati. Infatti, sono sempre più numeroso i paesi che preferiscono astenersi e non votare a favore del Governo. Fino a qualche anno fa vincente, la diplomazia del petrolio, almeno in seno all’Osa, comincia a mostrare oggi tutte le sue debolezze.