Calcio: bilancio primo anno della Var, solo 0,89% di errori arbitrali

L'arbitro Deniz Aytekin consulta la VAR primia di concedere il rigore all'Italia.
L'arbitro Deniz Aytekin consulta la VAR primia di concedere il rigore all'Italia. EPA/KIERAN GALVIN

MILANO. – Senza la Var sarebbe stata del 5.7% la percentuale di errori arbitrali, limitata allo 0.89% nel primo anno in cui il progetto è stato introdotto in Serie A e coppa Italia. Lo sottolinea il bilancio stilato da Lega Serie A e Aia, che indica anche gli aspetti da migliorare: il sistema audio che in alcuni casi ha creato disfunzionalità; l’uniformità della linea di intervento restringendo il concetto di ‘errore chiaro ed evidente’; l’ottimizzazione dei tempi per evitare sovrapposizioni fra la revisione dell’arbitro al video e arbitro in campo; l’introduzione di un software Hawk Eye per posizionare la linea del fuorigioco.

In 397 partite sono stati effettuati 2.023 check (fra cui 538 rigori, 407 espulsioni, 1.060 gol), con 117 correzioni arbitrali (59 rigori, 16 espulsioni, 42 gol): in media un intervento ogni 3.39 partite, con una netta riduzione della durata a 31.5 secondi, rispetto al minuto e 22 secondi delle prime giornate. Il tempo effettivo è aumentato di 43″, più del recupero (+13″) e c’è stata un’espulsione per proteste rispetto alle 11 dell’anno scorso.

“Minima interferenza per il massimo beneficio, come auspicato ad inizio progetto – evidenzia il report -. L’anticipazione di un anno della start up ha reso ancora maggiormente significativo il risultato ottenuto. Il progetto Var italiano è diventato il punto di riferimento e di interesse per tutte le organizzazioni internazionali in termini di sviluppo e risorse”.