Giorno nero dei trasporti a Roma, guasto in metro e rogo bus

Un autobus è andato a fuoco in pieno centro a Roma, in piazza Pio XI, strada a due passi dal Vaticano
Un autobus è andato a fuoco in pieno centro a Roma, in piazza Pio XI, strada a due passi dal Vaticano

ROMA. – Il panico in metro per un guasto alla linea aerea, la chiusura per blackout di una delle stazioni della linea A – la centralissima Barberini – e l’ennesimo autobus avvolto dalle fiamme a poche centinaia di metri dal Vaticano. È un venerdì nero quello che ha vissuto la città di Roma, già in ginocchio per lo sciopero di 4 ore dei mezzi pubblici.

«Il parco mezzi deve essere sostituito e noi acceleriamo il più possibile nel rispetto della legge», promette la sindaca Virginia Raggi che però non vuol commentare l’ipotesi sabotaggio dei mezzi Atac: «Non mi esprimo, c’è la Procura che sta indagando». Poi ribadisce: «L’azienda dei trasporti deve rimanere pubblica e comunale». «Stiamo cercando di recuperare una situazione difficile e posso assicurare che lo facciamo con grande passione e se non mi importasse nulla vi assicuro che non soffrirei come soffro per quello che sta accadendo», afferma la prima cittadina a fine giornata.

L’odissea dei trasporti a Roma, però, comincia di mattina, nell’orario di punta, tra pendolari che cercano di raggiungere il posto di lavoro e turisti alla ricerca della foto ai monumenti. A pochi metri dalla stazione Policlinico, sulla linea B, un cavo elettrico cade sui binari per un guasto alla linea aerea. Il contatto provoca un forte rumore accompagnato da fumo e scintille.

«Sembrava un’esplosione», racconta chi ha vissuto i momenti di panico sottoterra. Partono le chiamate al 112, con la paura che quel forte rumore potesse essere un attentato. Sul posto arrivano polizia, carabinieri e vigili del fuoco, che provvedono a far evacuare i passeggeri, utilizzando anche la galleria. «Stavo dentro la metro – racconta una signora -. Si è fermata poco prima di arrivare alla stazione. All’inizio ci hanno detto di non preoccuparci perché il guasto si sarebbe risolto presto. Poi hanno aperto le porte e hanno detto che se volevamo potevamo uscire e avviarci verso la stazione. Ci siamo messi in fila indiana in questa galleria un pò buia aiutandoci sempre con le lucine dei cellulari e siamo usciti».

Evacuazione «in piena sicurezza», come ha poi specificato l’Atac, la municipalizzata dei trasporti, svolta «secondo quanto previsto dalle procedure a tutela dei passeggeri». Come se non bastasse, nel pomeriggio un guasto alla rete elettrica ha lasciato al buio la stazione Barberini della linea A costringendo l’Atac a chiudere la stazione consentendo il solo transito dei vagoni.

Ma i problemi per il trasporto pubblico romano non sono solo sottoterra ma anche in superficie. Nel pomeriggio un autobus, il 13/mo dall’inizio dell’anno, è andato a fuoco a piazza Pio XI, nel quartiere Aurelio, vicino al Vaticano. Il mezzo, della linea 881, è stato completamente avvolto dalle fiamme sprigionate, a quanto emerge da una prima indagine dei vigili del fuoco, dal vano motore. Il fumo ha invaso le strade adiacenti mandando in tilt la circolazione e destando particolare stupore tra gli automobilisti.

L’Atac, che in una nota parla di «principio di incendio», spiega che «l’autista ha subito fatto scendere i passeggeri e ha allertato i vigili del fuoco che sono intervenuti». Nessuna persona è comunque rimasta coinvolta. Sempre in giornata Atac ha reso noto di due falsi allarmi incendi su due bus, e del fumo che si è sprigionato su una vettura. «Siamo arrivati ad una situazione di non ritorno. Serve mettersi ad un tavolo Comune, Regione e Governo», l’sos della Filt Cgil.

La prima cittadina riserva una sferzata proprio ai sindacati, gli stessi che qualche giorno fa hanno manifestato in piazza del Campidoglio per chiedere un cambio di passo: «Qualcuno chiedesse ai sindacati dov’erano quando per tanti anni l’amministrazione metteva soldi dentro Atac e questi soldi finivano in parentopoli. I miei colleghi politici di altri schieramenti che oggi ci danno lezioni su come risanare l’azienda ce l’hanno avuta in mano per decine di anni».

(di Domenico Palesse/ANSA)