Trump-Kim a Singapore per la Storia: “Il mondo ci guarda”

L'arrivo di Trump a Singapore.
Il presidente Trump sbarca a Singapore.

SINGAPORE. – All’appuntamento con la Storia, in una Singapore blindata da eccezionali misure di sicurezza, Donald Trump e Kim Jong-un arrivano con umori completamente diversi: il presidente americano è sbarcato in serata dopo le macerie del G7 in Canada e la plateale rottura con gli alleati, mentre il leader nordcoreano può sicuramente sorridere, anche a prescindere dall’esito dell’incontro di martedì.

“Il mondo intero sta guardando a questo storico summit”, ha detto Kim incontrando il primo ministro di Singapore Lee Hsien Loong alla Istana – la residenza del premier – e ringraziandolo “per gli sforzi sinceri” profusi nell’ospitare e preparare il vertice. Lee, che si è già offerto di coprire i costi del summit (20 milioni di dollari), ha ringraziato a sua volta Kim, fiducioso in una svolta per la penisola coreana e la stabilità di tutta la regione.

Un clima positivo e di speranza al quale anche papa Francesco ha espresso vicinanza: “Desidero nuovamente far giungere all’amato popolo coreano un particolare pensiero nell’amicizia e nella preghiera. I colloqui che avranno luogo nei prossimi giorni a Singapore possano contribuire allo sviluppo di un percorso positivo che assicuri un futuro di pace per la penisola coreana e per il mondo intero”, ha detto il Santo Padre all’Angelus. A

lla benedizione papale si sono aggiunte le indiscrezioni circolate in serata a Singapore che fanno ipotizzare “gesti importanti” da parte di Trump, tra cui un possibile annuncio sull’apertura dell’ambasciata Usa a Pyongyang se il tycoon avrà “percezione” della sincerità negoziale di Kim sulla denuclearizzazione, che deve essere “completa, verificabile e irreversibile”.

Ma comunque vada a finire, almeno per il leader nordcoreano – che a Singapore ha portato anche l’influente sorella Kim Yo-jong – il successo è assicurato. Non solo martedì si siederà da pari a pari allo stesso tavolo con il leader della nazione più potente del mondo. Ma le sue aperture sul nucleare – ha demolito il sito dei test di Punggye-ri e si è impegnato a sospendere esperimenti atomici e lanci di missili – gli hanno già fatto guadagnare lo scongelamento dei rapporti con Seul, la riapertura di canali diplomatici importanti come quelli con la Russia e soprattutto il riavvicinamento dell’alleato di antica data, la Cina, il cui presidente Xi Jinping gli ha anche messo a disposizione gli aerei (di Air China) per raggiungere in piena sicurezza Singapore. Insomma, rispetto ai tempi delle offese incrociate con Trump, Kim può già tirare un respiro di sollievo: se anche il su

mmit dovesse andare male, Pechino – hanno raccontato fonti autorevoli all’ANSA – è comunque pronta a sostenere l’economia della Corea del Nord. Ci sono gli investimenti in infrastrutture che sono liberi dalle sanzioni Onu, ad esempio. Un piano simile a quello strutturato sulle direttrici ferroviarie e stradali costiere tracciato nella chiavetta usb regalata dal presidente sudcoreano Moon Jae-in a Kim al summit intercoreano del 27 aprile.

Adesso toccherà a Trump incontrare il premier di Singapore, mentre Kim si rilasserà nella lussuosa suite che lo ospita all’hotel St.Regis da 8.000 dollari a notte: 300 metri quadrati con palestra, Jacuzzi, cristalli di Boemia e uno Chagall appeso in salotto. Poi gli occhi del mondo si punteranno sull’altrettanto lussuoso Capella Hotel, sull’isola di Sentosa, dove si terrà il faccia a faccia.

Al di là dei timori, è ragionevole prenda corpo la previsione che Ian Bremmer, fondatore del think tank Eurasia Group, ha lanciato su Twitter: “Il summit con il dittatore sarà drammaticamente più amichevole di quello tra Trump e gli alleati più stretti del G7”.

(di Antonio Fatiguso/ANSA)