I paletti del Colle: “Lo Stato non può perdere il suo volto umano”

Il Presidente Sergio Mattarella in occasione della cerimonia in ricordo di Giuseppe Saragat, nel 30° anniversario della scomparsa
Il Presidente Sergio Mattarella in occasione della cerimonia in ricordo di Giuseppe Saragat, nel 30° anniversario della scomparsa. (Foto Ufficio Stampa Quirinale)

ROMA, – Il Capo dello Stato esercita un ruolo di equilibrio difendendo la Costituzione e la democrazia. Non è né maggioranza né opposizione. Il Quirinale “deve tutelare sia il diritto della maggioranza a governare sia il diritto della minoranza di esercitare la sua opposizione”.

Ma mai la Repubblica deve perdere il “suo volto umano”, mai deve perdere di vista i suoi valori fondanti. Neanche quando si trova ad affrontare prove che possono mettere in crisi il rapporto tra politica ed elettore. Parole di Sergio Mattarella? Quasi. E’ il verbo di un ex presidente, Giuseppe Saragat che condusse il settennato alla fine degli anni ’60. Frasi di Saragat ma concetti sposati da Mattarella che lo cita a piene mani condividendone apertamente il cuore del messaggio: valido allora come oggi, sottolinea.

Perchè è chiaro che dal Quirinale non si fa certo opposizione (e meno che mai lo farebbe Sergio Mattarella, attentissimo alle prerogative di altri corpi dello Stato), così come non si interviene nelle scelte politiche del Governo. Forse avverrà, un giorno, ma solo se ci sarà da valutare le coperture dei provvedimenti, come sempre avvenuto.

Ciò non toglie che il presidente abbia scelto non a caso le linee guida di un grande presidente del passato per ricordare ruolo e funzioni del Quirinale mettendo alcuni paletti che non è esagerato definire “etici”. Sicuramente richiami profondamente cementati nella Costituzione.

L’occasione è venuta da una cerimonia al Senato per ricordare Saragat nel trentennale della sua morte. Cerimonia programmata da tempo ma che cade nel bel mezzo di una crisi umanitaria, di un’emergenza flussi che si riapre con l’estate. E si colloca temporalmente al centro della secca decisione del governo Lega-M5s di chiudere i porti italiani.

“Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano. Ricordatevi – ammonisce Mattarella usando le parole senza data di Saragat – che la democrazia non è soltanto un rapporto tra maggioranza e minoranza, ma è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo. Dove questi rapporti sono umani, la democrazia esiste; dove sono inumani, essa non è che la maschera di una nuova tirannide”.

Non serve alcuna interpretazione di queste parole. Ma non basta. Mattarella fa suo un altro passaggio di Saragat (che a sua volta cita Luigi Einaudi) che di datato ha solo la terminologia. “Non si può mutare il metro monetario, se non si vuole ingannare il risparmiatore”. Sembra quasi la spiegazione di quel “No” detto a Paolo Savona in difesa dell’Euro che ha spinto i Cinque stelle fino alla richiesta di impeachment.

Ecco perchè il capo dello Stato tramite Saragat ricorda: “la democrazia politica presuppone una comunità morale tra coloro che la compongono. Sullo sfondo della schermaglia dei partiti deve esistere qualche valore universalmente accettato che costituisce la sfera nei cui limiti la schermaglia dei partiti si svolgono”. Limiti e valori universalmente accettati, appunto.

(Di Fabrizio Finzi/ANSA)