Trump attacca l’Ue e la Germania: “Peggio della Cina”

Il presidente americano Donald Trump, e sullo sfondo la bandiera Usa e quella dell'UE.
Il presidente americano Donald Trump.. EPA/ROBERT GHEMENT

NEW YORK. – “L’Europa? E’ peggio della Cina”: settimane prima del disastroso G7 canadese Donald Trump aveva gia’ spiegato chiaramente la sua visione a Emmanuel Macron, durante la visita a Washington del presidente francese lo scorso aprile. E solo oggi emerge come, durante un’ora di colloquio tra i due leader, il tycoon si lanciò in una tirata contro la Germania che durò almeno un quarto d’ora, mettendo non poco in imbarazzo l’inquilino dell’Eliseo. Che sentì anche agitare lo spettro del blocco totale dell’import di auto tedesche negli Usa.

Insomma, in quello scambio c’erano già tutti i segnali di come sarebbe andata a finire il summit delle sette potenze industrializzate. Ma anche da Singapore Trump, nonostante la tensione per lo storico vertice con Kim Jong-un, con una nuova tempesta di tweet non rinuncia a sferrare l’ennesimo duro attacco a Bruxelles e a Berlino: “Mi dispiace, ma non possiamo più permettere che i nostri alleati o i nostri nemici approfittino di noi. Dobbiamo mettere i lavoratori americani al primo posto”.

“Il cambiamento sta arrivando”, minaccia quindi Trump, che non arretra di un millimetro dopo il clamoroso strappo con il G7. Andando all’offensiva non solo sul commercio ma anche sulla questione delle spese militari all’interno dell’alleanza transatlantica, altro cavallo di battaglia della sua campagna elettorale. “Perché – lamenta Trump – come presidente degli Usa devo permettere ad altri Paesi di continuare a fare enormi surplus commerciali come hanno fatto per decenni, mentre i nostri agricoltori, lavoratori e contribuenti devono pagare un prezzo ingiusto?”. Un prezzo che ammonta per il tycoon a 800 miliardi di dollari.

E poi c’è la Nato: “La Germania paga l’1% del suo pil, mentre noi paghiamo il 4% di un pil molto piu’ grande. Ha senso? Proteggiamo l’Europa al costo di grandi perdite finanziarie, e veniamo colpiti ingiustamente sul commercio”.

Mentre il presidente americano non sembra dunque aver sbollito la rabbia dopo un G7 da cui è sentito abbandonato e tradito alla vigilia del summit con la Corea del Nord, prova a gettare acqua sul fuoco il segretario di stato Mike Pompeo: “A volte capita di irritarsi nelle relazioni con gli alleati, minimizza il capo della diplomazia Usa, che si dice “fiducioso come i rapporti con gli alleati resteranno forti”. Quindi per Pompeo nessuna preoccupazione, confortato anche da una reazione dei mercati non negativa come si temeva.

Le tensioni tra le due sponde dell’Atlantico però al momento non sembrano attenuarsi: non solo con Berlino ma anche con Londra, nonostante la ‘special relationship’ tra Usa e Regno Unito. Così la premier britannica Theresa May ha detto a chiare lettere di stare con gli europei e con il Canada, appoggiando il comunicato del G7 ed evocando la necessità di contromisure per rispondere ai dazi su acciaio e alluminio di Trump.

Intanto il premier italiano Giuseppe Conte incontrando il segretario della Nato Jens Stoltenberg ha ribadito la necessità di riavviare un dialogo con la Russia pur mantenendo una linea di fermezza. Un ‘doppio binario’ che al momento è anche l’approccio seguito a Washington. Con l’amministrazione Trump che, pur lavorando per un riavvicinamento a Mosca, ha varato nuove sanzioni contro cinque societa’ russe accusate di essere coinvolte in una serie di cyber attacchi.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)