Salvini traina Conte: “In Ue linea spericolata paga”

Giuseppe Conte tra Di Maio e Salvini
Giuseppe Conte tra Di Maio e Salvini

ROMA. – Nessun passo indietro, nessun segno di cedimento. Trainato dalla consolidata – anche elettoralmente – strategia leghista il governo di Giuseppe Conte ha ormai scelto il dossier migranti come terreno della battaglia più aspra a livello Ue. Una battaglia spericolata, nella quale l’esecutivo giallo-verde mantiene intatto il concetto “prima gli italiani”, con l’obiettivo di scoperchiare le falle e le “ipocrisie” degli altri Paesi membri.

E le parole, durissime, che il presidente della Francia Emmanuel Macron riserva all’Italia sul caso Aquarius appaiono, agli occhi del governo, quasi come una sponda dopo i respingimenti messi in atto a Ventimiglia dalle autorità transalpine nei mesi scorsi.

Le frasi dell’inquilino dell’Eliseo vengono accolte con un misto di stupore e irritazione a Palazzo Chigi. E, al di là della netta replica diramata nel pomeriggio, nell’esecutivo, ad un certo punto, si valuta anche l’ipotesi di cancellare la visita di Stato prevista a Parigi per venerdì. In serata, fonti del governo spiegano che la visita “per ora” è confermata e, anche da Parigi, sottolineano come non sia giunta alcuna informazione della sua cancellazione. Ma, da qui alle prossime ore, tutto è possibile.

Di certo, dopo l’esordio al G7, per Conte c’è all’orizzonte un altro palcoscenico infuocato, quello dell’Eliseo. Un palco al quale Conte si avvicina con una duplice strategia: da un lato la volontà di cambiare radicalmente il regolamento di Dublino e dall’altro quella di chiedere, minacciando azioni simili a quella messa in atto con l’Aquarius, che siano tutti i porti europei a condividere l’emergenza.

Parallelamente l’Italia lavora sul fronte Libia, sia chiedendo a Bruxelles garanzie sul mantenimento delle stesse cifre per il Fondo per i flussi dall’Africa sia guardando a Usa e Russia, come spiega in serata lo stesso Salvini, per la stabilizzazione del Paese africano. Con un obiettivo: chiudere alla base la rotta libica. Progetto, questo, che conferma come il governo giallo-verde guardi con interesse all’asse russo-statunitense rischiando, sul dossier libico, di creare nuovi attriti con Macron, vista l’attenzione che la Francia, dai tempi della caduta di Muammar Gheddafi, pone su Tripoli.

Sul piano diplomatico il governo si muove compatto. Il caso Aquarius ha, nei giorni scorsi, provocato più di un malumore nell’ala ortodossa del M5S ma le accuse della Francia smussano le divisioni interne al Movimento avvicinando la sua visione a quella leghista. E, cercare di sedare gli animi, ci pensa anche Beppe Grillo definendo con un renzianissimo “gufi” chi spera in un conflitto M5S-Lega.

Certo, una volta allentata la presa sul dossier flussi toccherà al M5S “trainare” la Lega sulle sue battaglie, soprattutto economiche. Ma al momento la strategia dei vertici 5 Stelle è quella di spegnere sul nascere qualsiasi mal di pancia. E non è un caso che, nel giorno dello scontro Italia-Francia, sia il “movimentista” Alessandro Di Battista, dagli Usa, a schierarsi con i ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli. “Hanno a cuore il Paese, la legalità i diritti e stanno ‘combattendo’ contro un sistema intero”, sono le parole del “Dibba”.

(di Michele Esposito/ANSA)