Seehofer, l’anti-Merkel che vuole i respingimenti

Angela Merkel in primo piano e Horst Seehofer in secondo piano.
Angela Merkel e Horst Seehofer

BERLINO. – Ha “occupato” il ministero dell’Interno, aggiungendo una controversa delega “alla patria”, dopo anni di logorante lotta interna con la sua alleata numero uno Angela Merkel proprio sui migranti. E adesso il leader della Csu bavarese Horst Seehofer (in campagna elettorale per le urne di Monaco in autunno) ha ripreso a battere i pugni sui profughi, che vorrebbe poter respingere al confine.

È quanto prevede il ‘masterplan’, il piano che avrebbe dovuto rendere pubblico proprio oggi. La cancelliera gli ha però sbarrato la strada, impugnando le regole europee. Come fece sulla storia del “tetto limite agli ingressi”, cavallo di battaglia (perdente) dei cristiano-sociali per le elezioni federali di settembre. Risultato: la presentazione, per ora, è saltata. E lo scontro ha già dato adito ad illazioni sulla tenuta del governo.

Il tema però è suggestivo, incontra lo spirito del tempo: fra la chiusura dei porti voluta da Matteo Salvini e il falco Sebastian Kurz, il cancelliere austriaco che ha scelto come mantra la sicurezza delle frontiere esterne. Niente fughe in avanti di Berlino, ha spiegato in serata Merkel, a margine di una bilaterale proprio con Kurz, che le ha fatto il favore di non intervenire sulla “questione interna”.

Le decisioni si prendono insieme nell’Ue, per la cancelliera tedesca. Per motivi diversi, i due leader conservatori, Merkel e Seehofer, rivivono l’incubo del 2015: il ministro dell’Interno ha affermato che non si può “strapazzare oltremodo il Paese”.

E Merkel non vuole ripetere l’errore di tre anni fa, quando la Germania derogò alle regole di Dublino da sola, per l’emergenza siriana. Una scelta che provocò l’arrivo di un milione di profughi e un trauma politico mai del tutto elaborato, con forte dissenso dentro e fuori dalla Germania.

In una seduta del gruppo parlamentare dell’Unione (Cdu-Csu) sui respingimenti al confine, Seehofer ha raccolto oggi molta approvazione. E questo ha probabilmente indotto la cancelliera a una minima apertura: “A me sta a cuore che non vi siano fughe in avanti della Germania, e che si decida insieme nell’Ue”, ha affermato in conferenza stampa con Kurz.

Inoltre il ministro dell’Interno tedesco sembra aver un nuovo alleato proprio nel governo italiano, che fa da spina nel fianco di Berlino: la telefonata con Matteo Salvini, in cui sui migranti si sono riscontrate notevoli affinità nell’approccio al problema, lo conferma.

La lite Merkel-Seehofer ha però fatto tornare a molti alle mente quei lunghi mesi di lotta fratricida: inseguendo la destra oltranzista di Afd, la Csu ebbe l’effetto di indebolire i conservatori moderati, logorando la coesione della leadership. Immancabili, sui giornali, si sono letti anche i primi commenti sulla possibile rottura della coalizione. Anche per questo motivo, i due hanno assicurato di volersi confrontare ancora e di voler trovare presto una punto di incontro.

(di Rosanna Pugliese/ANSA)