Rodríguez: “Concluso il processo di liberazione dei prigionieri politici”

LDelcy Rodríguez, presidente dell'Anc
Il presidente dell'Anc non esclude che in futuro si possa aprire un’altra parentesi, d’altronde in carcere restando ancora tanti, troppi prigionieri politici

CARACAS – Chi è fuori è fuori e chi è dentro vi resta. Almeno per il momento. Il presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente, Delcy Rodrìguez, ha annunciato che il processo di liberazione di prigionieri politici si è concluso. Ma non ha escluso che in futuro si possa aprire un’altra parentesi. D’altronde in carcere restando ancora tanti, troppi prigionieri politici in un Paese che si definisce democratico e rispettoso dei Diritti Umani. 

– Questa – ha detto Rodrìguez – è una tappa del nostro lavoro che volge al termine. Continueremo comunque ad analizzare casi e seguiremo a dare notizie di riconciliazione.

Il presidente dell’Anc ha spiegato che la liberazione dei prigionieri politici è stato un gesto, un messaggio che il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ha voluto dare. 

– E’ un invito all’unione – ha precisato – alla riconciliazione di tutti i venezuelani, un appello ad evitare che il Paese transiti nuovamente il cammino della violenza.

Le critiche delle Ong

Dal canto suo, il Procuratore Generale incaricato dall’Anc, William Tareck Saab ha assicurato che sono stati scarcerati altri prigionieri.

– Sono circa 200, dal 2014 ad oggi – ha detto Saab -, i prigionieri scarcerati.

Per i membri del governo e dell’Anc, i detenuti liberati sono semplicemente i protagonisti della violenza politica che ha caratterizzato gli ultimi anni; per l’Opposizione, invece, sono prigionieri politici arrestati per aver protestato in difesa delle libertà democratiche e a favore di un cambio di governo.

La liberazione dei prigionieri politici, per molti un gesto propagandistico orientato a proiettare all’estero l’immagine di un governo democratico e tollerante, è stato assai criticato da autorevoli Ong, difensori dei diritti umani. Queste hanno rimproverato al Governo l’aver incluso consapevolmente molti reclusi per delitti comuni tra il gruppo di detenuti politici liberati. L’iniziativa del governo del presidente Maduro, rieletto in polemiche elezioni il 20M, comunque proibisce i detenuti liberati a dichiarare ai mass-media e a lasciare il Paese.