Di Maio frena sul contante, stop spesometro e spot giochi

Di Maio in atteggiamento pensieroso.
Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ospite della trasmissione di Lucia Annunziata, "12h in più" presso la sede Rai di via Teulada a Roma, 10 giugno 2018. ANSA/CLAUDIO PERI

ROMA. – Un decreto per restituire dignità ai cittadini, per ristabilire “diritti e tutele”. Sarà questo il primo atto ufficiale di Luigi Di Maio alla guida dei due dicasteri, Sviluppo e Lavoro, appositamente sovrapposti dal nuovo ministro. Il provvedimento arriverà a breve, probabilmente entro giugno, non appena il consiglio dei ministri avrà esaurito le questioni tecniche, come le deleghe ai ministeri senza portafoglio, e si riunirà in forma più propriamente “politica”.

Conterrà misure per i lavoratori da una parte e per le imprese dall’altra, facilitandone la vita dal punto di vista fiscale, mentre non farà sicuramente alcun riferimento alla libera circolazione del contante, idea lanciata da Matteo Salvini, ed immediatamente ridimensionata dal leader Cinquestelle perché estranea al contratto di governo.

Proprio dopo l’exploit a tutto tondo del ministro dell’Interno in materia economica e fiscale, Di Maio ha richiamato a sé le sue competenze. “La dignità dei cittadini deve tornare al primo posto”, ha annunciato. Per questo una delle prime categorie a cui si guarderà sarà una delle più bistrattate del lavoro 4.0, quella dei ‘rider’, i ciclofattorini non protetti da alcun contratto né assicurazione.

Dopo averli ascoltati per la seconda volta in pochi giorni, il ministro ha assicurato una svolta storica, tale da fare dell’Italia uno dei Paesi “più avanzanti al mondo”. A loro verrà garantito il salario minimo orario e saranno estese le tutele Inps e Inail. La lotta alla precarietà sarà quindi uno dei quattro punti del decreto.

In materia fiscale, come annunciato, le imprese potranno invece contare sull’eliminazione dello spesometro, del redditometro e degli studi di settore, in realtà già pronti ad andare in pensione nel 2019 per essere sostituiti dai nuovi Indici di affidabilità fiscale.

“L’era della martirizzazione degli imprenditori è finita. Ora – ha scritto Di Maio sul blog Cinquestelle – gli imprenditori avranno lo Stato dalla loro parte”. Purché però rimangano in Italia. Uno degli altri punti del dl sarà infatti, nelle intenzioni del governo, quello di disincentivare le delocalizzazioni.

In pratica, chi prenderà fondi pubblici non potrà andare all’estero. “Se lo Stato ti dà una mano il lavoro lo devi creare in Italia e devi dare lavoro ben retribuito e tutelato ai lavoratori italiani”, ha insistito il ministro.

Ultimo punto, lo stop alla pubblicità del gioco d’azzardo, per arginare la piaga della ludopatia. La normativa attuale, che evidentemente verrà rivista, vieta spot televisivi sui canali generalisti dalle 7 alle 22 (con l’eccezione della Rai dove la pubblicità è totalmente bandita), lasciando spazio ad un business stimato in circa 200 milioni.

Nessuna nuova legge, ma una più attenta vigilanza, arriverà invece per arginare il “bollettino di guerra” degli incidenti sul lavoro. “Le norme esistenti le lasciamo, – ha detto ancora Di Maio – adesso è il momento di farle rispettare, di potenziare i controlli e di ridurre la burocrazia di chi le applica”. Un’idea potrebbe però essere anche quella di prevedere un’Iva agevolata sugli acquisti dei datori di lavoro in tema di sicurezza.