Italiani carnivori ma di pollo e tacchino, +24% dal 2012

Un piatto di pollo al forno
Pollo al forno

ROMA. – Carni bianche. E’ il nuovo mantra degli italiani, che negli ultimi cinque anni hanno consumato il 24% in più di polli e tacchini. Al punto che per oltre un italiano su due (54%), le carni avicole sono diventate la principale fonte di proteine. Chi è a dieta apprezza il pollame perché leggero, digeribile e nutriente, secondo quanto emerso da una indagine Ipsos illustrata durante l’assemblea annuale di UnaItalia, l’Unione nazionale delle filiere agroalimentari delle carni e delle uova. Ma il petto di pollo e i piatti pronti sono un must anche per gli sportivi, chi ha regimi alimentari salutistici, e chi vuol far quadrare i conti nel budget familiare.

Gusto, salute e risparmio sono dunque le chiavi di successo per il consumo di carni avicole che, come sottolinea la ricerca Ipsos, sono tra le più mangiate in Italia, e marciano controcorrente rispetto al mercato, con consumi pari a 21 Kg a testa. Più del doppio rispetto ai 9 Kg pro capite degli anni Sessanta, quando era in voga, in 9 casi su 10, il pollo intero, magari al girarrosto.

Oggi, grazie anche alla capacità di innovazione della filiera produttiva e dell’industria alimentare, come sottolineato dal neopresidente di UnaItalia Antonio Forlini, il trasformato e il ‘ready to eat’, i piatti pronti pratici e veloci, la fanno da padrone. Gli italiani, della filiera avicola, dimostrano passione anche per le uova: ne consumiamo 215 l’anno a testa, per un totale di 13 miliardi e 34 milioni di esemplari, annuncia UnaItalia.

Sul fronte produttivo, il fatturato del settore nel 2017 raggiunge 5,85 miliardi, ed è in crescita del 7% rispetto al 2016. “Esportiamo sempre di più, e soprattutto importiamo poco”, dicono gli operatori di una filiera che vede l’Italia classificarsi al sesto posto in Europa come Paese produttore. Sulla filiera campeggia poi la bandiera tricolore: 18.500 allevamenti diffusi in tutte le regioni e anche nelle aree più interne e remote, 1.600 imprese e circa 64.000 addetti.

“Il 100% del pollo e del tacchino consumato lungo la penisola è made in Italy – sottolinea la ricerca Ipsos per UnaItalia -, anche se sei italiani su dieci non lo sanno”. Il neo sottosegretario alle Politiche agricole, Franco Manzato, intervenendo all’Assemblea di UnaItalia, sottolinea come il settore avicolo avrà bisogno di risorse per investire in ricerca e marketing, anche per comunicare l’italianità della filiera produttiva del pollo e tacchino.

Intanto arriva l’operazione trasparenza: “Dal primo settembre entra in vigore la ricetta elettronica per i farmaci veterinari – annuncia il direttore generale del ministero della Salute, Silvio Borrello – che permetterà di controllare l’effettivo utilizzo dei farmaci e antibiotici negli allevamenti”.

UnaItalia ricorda che dal 2016, con un Piano di riduzione volontario sottoscritto presso il ministero della Salute, negli allevamenti l’uso degli antibiotici risulta già ridotto del 63%.

(di Alessandra Moneti/ANSA)